SPORT: TAEKWONDO

GUADALAJARA (MESSICO) (ITALPRESS) – Campione olimpico e ora campione del mondo. Non si potevano chiudere meglio per l’Italia i Mondiali di Taekwondo a Guadalajara, in Messico. Merito di Vito Dell’Aquila, oro ai Giochi di Tokyo, che conquista il suo primo titolo iridato nella -58 kg. Il 22enne di Mesagne parte benissimo superando con un secco 2-0 sia i sedicesimi che gli ottavi rispettivamente ai danni del saudita Riad Hamdi e dell’egiziano Mostafa Mansour. Ai quarti supera il kazako Samirkhon Ababakirov per 2-1, mostrando una grande determinazione e lucidità che gli permette di ribaltare una situazione iniziale di svantaggio e approdare in semifinale contro il messicano e beniamino di casa Brandon Plaza Hernandez. In un palazzetto gremito di gente Dell’Aquila si aggiudica anche la semifinale con un netto 2-0 che non lascia dubbi. Finale di altissimo livello contro una vecchia conoscenza, il coreano Jun Jang, battuto per 2-1 in un match in cui i due atleti non si sono mai risparmiati: il campione olimpico però è semplicemente perfetto e si mette al collo l’oro, oltre a conquistare 140 punti nel ranking olimpico.

“Sono contento per me e per l’Italia – confessa Dell’Aquila – Rischiavamo di tornare a mani vuote, pur avendo aspettative pari alla classifica con cui io e Simone Alessio ci siamo presentati (numeri uno del ranking mondiale, ndr). E mi dispiace davvero molto per lui. Ma saprà rifarsi. Questo oro è anche suo, così come di tutti gli altri atleti che hanno preso parte a questo mondiale. È il risultato del lavoro e degli allenamenti che ogni giorno ci impegnano insieme, spalla a spalla. La dedica è a loro e alla mia famiglia, che stanotte ha dovuto fare le ore piccole per vedermi”. A 22 anni Dell’Aquila ha vinto “quasi” tutto. Manca nel quadro dei grandi successi un successo del Grand Prix: “Speravo potesse arrivare quest’anno, a Roma, davanti al mio pubblico, ai miei amici, alla mia famiglia. E invece purtroppo un infortunio a pochissimi giorni dalla gara ha compromesso la prestazione. Ma mi rifarò, promesso”. Prossimi obiettivi dunque Grand Prix e Parigi 2024, dove l’Italia vorrà ancora stupire. “Andiamo piano adesso, passo dopo passo. Devo dire grazie a tutti i ragazzi. Anche a chi non è salito sul podio – sono invece le parole del presidente della Fita, Angelo Cito – Il clima che si crea in una squadra è determinante anche per il singolo. Abbiamo creato un gruppo che è un mix di esperienza, classe e speranze – sottolinea ancora il numero uno federale – Non voglio fare nomi perché loro sanno quanto sono tutti importanti. Stiamo facendo un grande lavoro con il ct Claudio Nolano e i suoi collaboratori più stretti. E il primo posto nel record di Vito e Simone in due delle quattro categorie olimpiche lo dimostra. Ma si può e si deve guardare sempre avanti. Sappiamo tutti che la parte più difficile non è arrivare in alto ma rimanerci. Questo sarà il nostro impegno. Anche con le nostre ragazze che quest’anno con Maristella Smiraglia ci hanno regalato il primo podio in un Grand Prix”.

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