Stefano De Martino e i video rubati: si segue la pista del “tecnico installatore”
Le password “troppo facili” e quelle telecamere in camera da letto. La Procura procede oggi per revenge porn e si concentra su alcune tempistiche sospette
Prosegue l’indagine che vede coinvolti Stefano De Martino e Caroline Tronelli per la diffusione non autorizzata di video privati comparsi online lo scorso agosto. Il 9 agosto, in circostanze ancora da chiarire, un filmato che ritraeva un momento intimo tra i due è finito online ed è stato poi condiviso su canali Telegram, raggiungendo in poco tempo migliaia di visualizzazioni. La Procura procede oggi per revenge porn e, secondo quanto riportato dall’edizione romana del Corriere della Sera, gli inquirenti starebbero ora concentrando l’attenzione su una nuova ipotesi: la possibile responsabilità di un tecnico installatore che avrebbe avuto accesso all’impianto di videosorveglianza della casa di Tronelli.
L’impianto era stato installato nel 2015, a seguito di furti precedenti, e da allora diversi operatori si sono occupati della manutenzione. È stata dunque acquisita la lista di tutti i tecnici intervenuti negli ultimi dieci anni. La madre di Caroline avrebbe fornito agli investigatori i nominativi delle persone che hanno avuto accesso alla proprietà nel corso del tempo.
Al momento non risultano persone iscritte nel registro degli indagati. Tuttavia, gli investigatori hanno accertato che alcune telecamere erano installate anche in camere da letto, un dettaglio che solleva perplessità rispetto alle norme di tutela della privacy. Secondo fonti investigative, inoltre, il sistema di videosorveglianza avrebbe potuto essere violato facilmente, poiché protetto da password elementari. Ciò avrebbe consentito a chiunque disponesse di competenze tecniche o credenziali d’accesso di introdursi nel sistema e prelevare le immagini.
Fra gli elementi al vaglio della Procura anche le tempistiche della diffusione del video: la relazione tra De Martino e Tronelli, mantenuta riservata fino alla metà dell’estate, divenne pubblica solo di recente. Pochi giorni dopo, il filmato sarebbe stato caricato online. Una coincidenza che gli inquirenti considerano significativa: l’ipotesi è che un tecnico esterno, non a conoscenza dell’identità della coppia fino a quel momento, possa aver intuito un possibile “guadagno” dal materiale compromettente.
Il video, intitolato semplicemente “De Martino”, è stato caricato in pochi minuti su portali ad alta diffusione come Pornhub, per essere poi rilanciato su gruppi Telegram. Le autorità ritengono che dietro alla pubblicazione ci sia una rete di intermediari ancora da identificare. Un investigatore privato, riportano le stesse fonti, ha inoltre riferito che l’autore del furto avrebbe vantato la propria impresa in alcuni ambienti, citando anche la Calabria tra le località in cui il presunto hacker si sarebbe fatto riconoscere. (Today.it)
