Stretto di Hormuz, 11 morti riferiti dall’Iran e minacce di Trump
Raid statunitensi nello Stretto di Hormuz e attacchi iraniani dichiarati a Erbil e Bahrein; Trump minaccia Teheran, Pezeshkian incontra Putin e Xi.
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I raid statunitensi nello Stretto di Hormuz, compiuti il 1 e 2 settembre, hanno riguardato la regione dello Stretto di Hormuz. Secondo l’Agenzia ANSA, le Guardie rivoluzionarie iraniane hanno dichiarato attacchi contro basi statunitensi a Erbil; le forze iraniane hanno attaccato la base di Sheikh Isa in Bahrein. Secondo l’Agenzia ANSA, Donald Trump ha minacciato una nuova offensiva contro l’Iran in caso di reazione di Teheran, mentre il presidente iraniano Massud Pezeshkian ha incontrato Vladimir Putin e Xi Jinping a Bishkek.
Gli attacchi dichiarati contro Erbil e Bahrein
Secondo l’Agenzia ANSA, le Guardie rivoluzionarie hanno dichiarato di aver colpito con missili e droni basi statunitensi a Erbil, nella regione autonoma del Kurdistan iracheno. Nella rivendicazione hanno indicato la distruzione di un centro di manutenzione, di alcuni magazzini e del sistema di guida di un aerostato di sorveglianza statunitense.
“condotto un attacco coordinato con missili e droni contro basi a Erbil” — Guardie rivoluzionarie iraniane
Nello stesso quadro, le forze iraniane hanno attaccato la base aerea statunitense di Sheikh Isa, in Bahrein, secondo quanto riportato da Tasnim e riferito dall’ANSA. Dopo l’attivazione delle sirene antiaeree, le autorità del Bahrein hanno esortato i residenti a mettersi al riparo e a mantenere la calma.
I raid statunitensi e il bilancio diffuso da Teheran
Secondo l’Agenzia ANSA, le forze statunitensi hanno condotto nuovi raid nella regione dello Stretto di Hormuz. I media statali iraniani hanno riferito un bilancio di 11 morti sul territorio iraniano negli ultimi attacchi americani.
Le cifre comunicate dalle fonti iraniane riguardano due episodi:
- l’agenzia Irna ha riferito di sette morti e otto feriti in un attacco missilistico statunitense contro tre località nel Khuzestan;
- la Mezzaluna rossa iraniana ha dichiarato che un attacco statunitense durante un matrimonio nella contea di Sirik ha ucciso quattro persone, fra cui un bambino, e ferito oltre 50 persone.
Le due comunicazioni portano al totale di undici vittime riferito dai media statali iraniani.
Le minacce di Trump contro Teheran
Trump ha legato l’ipotesi di una nuova offensiva a una risposta iraniana agli attacchi statunitensi. Le parole del presidente americano sono arrivate mentre Teheran dichiarava gli attacchi contro installazioni americane a Erbil e Sheikh Isa.
“Se l’Iran dovesse reagire a questo attacco più che giustificato, subirebbe una nuova offensiva di ben altra portata e intensità” — Donald Trump
In un’altra dichiarazione, Trump ha aggiunto che l’Iran sarebbe stato completamente annientato se avesse reagito agli attacchi americani.
“Se l’Iran dovesse reagire agli attacchi americani di oggi verrebbe completamente annientato” — Donald Trump
Pezeshkian incontra Putin e Xi a Bishkek
Secondo l’Agenzia ANSA, Pezeshkian ha incontrato Vladimir Putin e Xi Jinping al vertice dell’Organizzazione per la cooperazione di Shanghai, svoltosi a Bishkek. Putin ha dichiarato che la Russia stava cercando di fornire a Teheran l’aiuto necessario nel periodo difficile.
“In questo periodo difficile, stiamo cercando di fornirvi l’aiuto necessario, ne abbiamo parlato e stiamo fornendo i beni di cui avete bisogno.” — Vladimir Putin
Pezeshkian ha indicato invece la linea diplomatica come strada per chiudere il conflitto, subordinandola al rispetto da parte degli Stati Uniti degli impegni assunti nel memorandum d’intesa firmato in giugno.
“Se gli Stati Uniti torneranno a rispettare gli impegni assunti nel Memorandum d’intesa (firmato in giugno), faremo lo stesso immediatamente” — Massud Pezeshkian
Le versioni opposte sulle vittime americane in Giordania
Sugli attacchi iraniani contro installazioni in Giordania, l’ANSA ha riferito versioni contrastanti. Una dichiarazione iraniana ha sostenuto che un attacco balistico a Camp Titin, vicino ad Aqaba, avesse ucciso numerosi militari statunitensi; due funzionari americani hanno invece smentito vittime statunitensi negli attacchi contro installazioni in Giordania.
Non è riportata la risposta operativa successiva degli Stati Uniti alle minacce iraniane.
