Stretto di Hormuz bloccato, l’Iran frena l’accordo con l’Oman

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Lo Stretto di Hormuz resta di fatto bloccato: Teheran condiziona l’intesa con l’Oman agli impegni degli Stati Uniti e supervisiona i passaggi.

Primo piano di Donald Trump mentre parla all'aperto, con lo sguardo rivolto lateralmente.

Trump annuncia una risposta dura contro l’Iran. Foto: Tg24 — Guerra Iran, le ultime news e la situazione in Medio Oriente dopo l'attacco di USA e Israele | Sky TG24 (https://tg24.sky.it/mondo/2026/03/24/guerra-iran-usa-israele-diretta)

Trump annuncia una risposta dura contro l’Iran
Foto: Tg24 — Guerra Iran, le ultime news e la situazione in Medio Oriente dopo l’attacco di USA e Israele | Sky TG24 tg24.sky.it

Secondo il Corriere della Sera, lunedì 31 agosto 2026 lo Stretto di Hormuz resta di fatto bloccato, mentre l’Iran lega l’entrata in vigore dell’accordo con l’Oman al rispetto degli impegni statunitensi. Teheran sostiene di supervisionare costantemente i passaggi attraverso lo Stretto e respinge la versione degli Stati Uniti sui transiti delle navi.

La posizione iraniana arriva in una fase segnata da attacchi, una tregua prevista da un memorandum d’intesa e raid poi interrotti. Donald Trump sostiene che i colloqui di pace stiano comunque proseguendo.

Gli attacchi del 28 febbraio e la risposta iraniana

Il 28 febbraio Stati Uniti e Israele hanno attaccato l’Iran, in un’azione che ha decapitato i vertici iraniani. La risposta di Teheran ha colpito Israele, le basi statunitensi nel Golfo e i Paesi che ospitano basi Usa nella stessa area.

Nella sequenza indicata dal quotidiano rientra anche la mobilitazione di Hezbollah in Libano. Non vengono indicati i Paesi del Golfo coinvolti dagli attacchi contro le strutture statunitensi.

  • Attacco di Stati Uniti e Israele contro l’Iran il 28 febbraio;
  • colpi iraniani contro Israele e basi statunitensi nel Golfo;
  • mobilitazione di Hezbollah in Libano;
  • blocco dello Stretto di Hormuz da parte dell’Iran.

Il memorandum in 14 punti firmato a giugno

A giugno Iran e Stati Uniti hanno firmato un memorandum d’intesa in 14 punti, che comprendeva una tregua. Il testo rappresenta il riferimento richiamato ora nelle dichiarazioni sullo Stretto, anche se le rispettive posizioni restano distanti sulla sua applicazione.

La tregua prevista nell’intesa non ha impedito una nuova fase di attacchi: l’8 luglio gli Stati Uniti hanno nuovamente colpito l’Iran. I raid successivi si sono fermati dopo alcuni giorni, ma il passaggio marittimo è rimasto di fatto bloccato anche dopo lo stop alle operazioni.

La condizione posta da Teheran sull’intesa con l’Oman

Il viceministro degli Esteri iraniano Kazem Gharibabadi ha dichiarato che l’Iran non ha fretta di riaprire lo Stretto di Hormuz. Ha aggiunto che l’accordo sullo Stretto con l’Oman non entrerà in vigore finché Washington non rispetterà i propri impegni.

«L’Iran non ha fretta di riaprire lo Stretto di Hormuz. L’accordo sullo Stretto di Hormuz con l’Oman non entrerà in vigore finché gli Stati Uniti non rispetteranno i loro impegni».

La dichiarazione di Gharibabadi fissa dunque una condizione precisa per l’efficacia dell’intesa con l’Oman: il rispetto degli impegni da parte degli Stati Uniti. Sul controllo del passaggio, Teheran afferma di monitorare senza interruzioni le navi in transito.

Lo scontro sui transiti nello Stretto

Gharibabadi ha respinto le affermazioni statunitensi secondo cui alcune navi starebbero attraversando Hormuz senza l’autorizzazione dell’Iran. Per Teheran, il controllo dei passaggi resta attivo malgrado l’interruzione dei raid seguiti all’attacco dell’8 luglio.

Il confronto riguarda quindi sia l’apertura dello Stretto sia le modalità con cui avvengono i transiti. La posizione iraniana collega questi due aspetti agli impegni statunitensi e all’accordo negoziato con l’Oman.

I colloqui di pace indicati da Trump

Accanto alla linea espressa da Teheran, Trump sostiene che i colloqui di pace proseguano. Il negoziato viene così indicato come il canale aperto mentre lo Stretto di Hormuz resta bloccato e l’accordo con l’Oman è subordinato alle condizioni poste dall’Iran.

Le prossime mosse ruotano attorno all’applicazione degli impegni richiamati da Gharibabadi e all’eventuale entrata in vigore dell’intesa sullo Stretto con l’Oman.


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