Tar Terni: stop sospensiva, udienza cautelare collegiale 3 novembre
Il Tar di Terni ha respinto la richiesta monocratica di una ditta sospesa. Il 3 novembre si terrà l’udienza cautelare collegiale sul ricorso.
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Secondo UmbriaON, il Tar Terni ha respinto la richiesta di sospensione cautelare monocratica presentata da una ditta individuale contro i provvedimenti che ne hanno sospeso l’attività imprenditoriale. L’udienza cautelare collegiale è fissata per il 3 novembre 2026.
La ditta, assistita dagli avvocati Francesco Bianchini e Luisa Manini, ha chiesto l’annullamento dei provvedimenti nei confronti dell’Ispettorato territoriale del lavoro di Terni e del Comune, domandandone anche la sospensione cautelare.
I due provvedimenti di sospensione
Il primo atto di sospensione era stato adottato il 10 settembre dall’Ispettorato territoriale del lavoro e dal Nucleo carabinieri ispettorato del lavoro di Terni. Un secondo provvedimento era arrivato il 30 settembre dalla Direzione interregionale del lavoro del Centro.
Il presidente del Tar, Pierfrancesco Ungari, ha deciso sulla richiesta di misura cautelare monocratica.
- 10 settembre 2026: primo provvedimento di sospensione;
- 30 settembre 2026: secondo atto della Direzione interregionale del lavoro del Centro;
- 3 novembre 2026: udienza cautelare davanti al collegio.
La richiesta della ditta investiva entrambi gli atti di sospensione dell’attività imprenditoriale. Il ricorso è stato proposto contro l’Ispettorato territoriale del lavoro di Terni e contro il Comune.
La chiusura notturna dei giardini comunali
L’accertamento che ha dato origine alla sospensione riguardava il servizio di chiusura notturna dei giardini comunali. Nel decreto, il Tar ha richiamato le implicazioni dell’attività per la sicurezza e la pubblica incolumità.
«un provvedimento avente come precipue finalità il contrasto del lavoro irregolare e la tutela della salute e della sicurezza dei lavoratori»
Questa è la finalità del provvedimento impugnato richiamata dal Tar. L’attività oggetto dell’accertamento era dunque collegata alla chiusura notturna degli spazi comunali.
Regolarizzazione e pagamento della sanzione
Il Tar ha rilevato che l’effetto della sospensione può essere superato attraverso la regolarizzazione del lavoratore la cui attività aveva originato il provvedimento, accompagnata dal versamento di 500 euro. La parte restante della sanzione può invece essere pagata nei sei mesi successivi.
Le condizioni indicate distinguono il versamento di 500 euro, previsto insieme alla regolarizzazione del lavoratore, dalla quota residua della sanzione, per la quale è previsto il termine dei sei mesi successivi.
La precisazione della difesa sulla fase cautelare
L’avvocata Manini ha precisato che l’udienza del 3 novembre riguarda esclusivamente la fase cautelare collegiale.
«L’udienza fissata per il 3 novembre riguarda esclusivamente la fase cautelare collegiale»
La legale ha escluso che vi sia già un rigetto dell’istanza cautelare collegiale o una decisione sul merito del ricorso.
«Non vi è quindi, allo stato, alcun rigetto dell’istanza cautelare collegiale né, tantomeno, alcuna decisione sul merito del ricorso»
Il rigetto deciso dal presidente Ungari riguarda quindi la misura cautelare monocratica, mentre la fase davanti al collegio resta fissata per novembre.
Custodia e sorveglianza nel ricorso
Secondo la difesa, le ulteriori attività di custodia e sorveglianza richiamate nel provvedimento erano svolte da un’associazione di volontariato distinta dalla ditta individuale ricorrente. Sul punto della mancata costituzione di Comune e Ispettorato, UmbriaON riporta tale circostanza nel procedimento, mentre Manini osserva che nella fase monocratica, priva di contraddittorio, essa non assume particolare significato.
L’udienza cautelare collegiale resta fissata per il 3 novembre 2026; il suo esito non è noto.

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