Non c’è mai nulla di scontato, nello sport. “Guardate la Svezia- notava Matteo Berrettini ieri sera – chi pensava che potesse superare l’Argentina? Invece è successo”. Per dire che non è il caso di distrarsi ed abbassare la guardia. Il campo da tennis è a suo modo un ring, dove ci si picchia anche violentemente, senza sfiorarsi. “Però sappiamo di essere forti e di dover puntare in alto”.   L’Italia è partita col piede giusto e davanti ad oltre seimila persone entusiaste, all’Unipol Arena di Casalecchio ha superato quello che, a detta di tutti, è l’ostacolo più duro del girone. Quella Croazia che l’anno scorso a Torino eliminò gli azzurri ai quarti. Stavolta è andata diversamente, Lorenzo Musetti, schierato a scapito di Sinner, ha liquidato il numero 164 al mondo Borna Gojo per 6-4, 6-2, Berrettini è dovuto ricorrere al terzo set per avere la meglio di Borna Coric, attuale numero 26 delle classifiche, recente vincitore al Masters 1000 di Cincinnati dove ha battuto tre top 10 e due top 20. “Sapevo che era un avversario caldo”, ha confessato Berrettini, che non è affatto partito bene, ha perso il primo set al tiebreak ma poi s’è impossessato della sfida vincendo 6-2, 6-1 gli altri due parziali. “L’avvio non è stato semplice, anche se sono nel circuito da qualche anno non ho tanta esperienza di Davis e poi dovevo abituarmi al clima, al fatto di giocare per l’Italia, alle palline che si gonfiano tanto, alla superficie che è molto lenta”.  

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