TENNIS: DJOKOVIC
”Un’iconica star del tennis può influenzare persone di tutte le età, ma soprattutto i giovani e più suggestionabili, e spingerli a emularlo. Questa non è una fantasia, non servono prove”. È uno dei passaggi chiave nelle motivazioni della sentenza che James Allsop, capo del collegio di tre giudici della Federal Court, ha emesso per spiegare le ragioni della sua decisione di confermare l’espulsione di Novak Djokovic dall’Australia.
Vinto un primo ricorso contro la revoca del visto per un vizio di procedura, Djokovic ha subito la stessa misura una seconda volta, stavolta per decisione del ministro per l’immigrazione Alex Hawke che ha esercitato un potere personale come previsto dal Migration Act del 1958. La legge infatti consente un tale, vasto, potere discrezionale in caso di minacce effettive o anche solo percepite come potenziali, su questioni legate all’ordine pubblico, alla salute, alla sicurezza dei cittadini.
