Lui, Adriano Panatta, ha vissuto nel 1976 l’angoscia – insieme ai compagni Barazzutti, Bertolucci, Zugarelli e il ct Pietrangeli – che gli venisse negata per motivi politici la possibilità di giocare la finale di Coppa Davis in Cile. Non c’erano paesi in guerra, certo, e la situazione era diversa. Ma lo stato d’animo di quei giorni, il rischio di non poter competere, fu simile alle sensazioni che oggi vivono i tennisti russi e bielorussi, cui verrà negato di giocare a Wimbledon.

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