TENNIS PER TORNARE A GIOCARE CI SI DOVRÀ VACCINARE?

Caro Novak, le misure di sicurezza devono valere per tutti, io e te compresi. E’ il messaggio, forte e chiaro, che Rafa Nadal lancia a Novak Djokovic, numero 1 del tennis mondiale, che un paio di settimane fa si era detto contrario all’idea di un vaccino obbligatorio anti-coronavirus. “Nessuno può pretenderlo da qualcun altro e tutti siamo liberi – le parole del campione spagnolo a ‘La Voz de Galicia’ – ma la verità è che se fai parte di un circuito, forse devi attenerti alle regole richieste da quel circuito. Quindi, se il tour obbliga i giocatori a vaccinarsi per poter viaggiare per proteggere tutti, Djokovic dovrà essere vaccinato se vuole continuare a giocare a tennis ai massimi livelli. Intendo lui, ma tutti quanti, anche io. Tutti quanti si dovranno conformare alle disposizioni, esattamente come adesso quando dobbiamo rimanere a casa”.

Anche i big del tennis ritrovano qualche frammento di normalità e riprendono gli allenamenti, dopo la lunga pausa. Fabio Fognini e Jannik Sinner, in particolare, hanno esternato la loro soddisfazione. “In questi tempi difficili ti rendi conto di quanto qualcosa significhi per te quando viene portato via… Per me, questo è tennis”, ha scritto il ligure su Instagram, postando una foto che lo ritrae assieme alla moglie Flavia Pennetta, sua compagna d’allenamento. “E’ un giorno speciale – ha aggiunto il ligure -. Essere di nuovo in campo dopo due mesi è qualcosa di straordinario: ho la fortuna di condividere questo momento con la persona che amo. Questo è il mio Paese, la mia città, il mio campo, il mio mare. Qualcosa di molto normale, ma speciale. La strada è ancora lunga, ma ricorderò sempre la sensazione di questo giorno. Invio emozioni e amore a tutti voi. Continuiamo a combattere insieme!”. Emozioni a go-go anche per il giovanissimo Sinner: “Mi sento molto grato di essere tornato in campo oggi dopo 2 mesi di stop. Auguro a tutti il ;; meglio in questo periodo e continueremo a combattere questa battaglia. Lo supereremo insieme”, il messaggio dell’altoatesino, sempre su Instragram.

Nonostante gennaio 2021 sia ancora lontano e non vi siano previsioni certe circa l’emergenza sanitaria legata alla pandemia di Covid 19, il ‘boss’ degli Australian Open, Craig Tiley, è al lavoro per organizzare a Melbourne un torneo il più possibile ‘sicuro’. “Lo scenario attualmente migliore: organizzare il torneo con quei giocatori che possiamo portare qui, tenendo conto delle misure di quarantena per chi arriva dall’estero e con spettatori solo australiani”, ha spiegato Tiley. Ma la Federazione Australiana Tennis, che organizza la prima tappa stagionale dello Slam, deve gioco forza prendere in considerazione tutte le opzioni, inclusa un’eventuale cancellazione della prossima edizione (in calendario dal 18 al 31 gennaio) se dovesse continuare la pandemia di coronavirus che ha bloccato da marzo il circuito internazionale, costringendo ad annullare Wimbledon e a riprogrammare a settembre il Roland Garros (gli organizzatori degli US Open decideranno a giugno se il loro evento, in programma dal 31 agosto al 13 settembre, avrà luogo o meno). “Non abbiamo mai nascosto che stiamo studiando una serie di scenari – ammette una portavoce di Tennis Australia – Speriamo che si realizzi quello più positivo, ma è importante considerare e pianificare tutte le possibilità perché molte di queste decisioni non saranno di nostra responsabilità e saranno collegate alle misure adottate dal governo. Ecco perché dobbiamo avere una serie di protocolli pronti a garantire la salute di tutti”. L’Australia è riuscita fin qui a limitare a meno di settemila il numero di persone infette dal coronavirus (meno di 100 morti) imponendo restrizioni severissime, in particolare vietando gli spostamenti internazionali.

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