TENNIS: SINNER IN FINALE

Domani è il giorno di Jannik Sinner, la prima volta in finale di un Master 1000. Al torneo di Miami il 19enne tennista azzurro sfiderà il 24enne polacco Hubert Hurkacz per un trofeo che alla vigilia sembrava una chimera.Il promettente ragazzo di montagna sale dunque sul palcoscenico del grande tennis mondiale, anticipando i tempi rispetto alel previsioni dopo il brillante esordio dell’anno passato. Sinner ha bruciato le tappe e si presenta alla finale di Miami dopo aver giocato partite da veterano: “non sei umano” gli ha detto l’altroieri il kazako Alexander Bublik, dopo essere stato perentoriamente battuto dal giocatore italiano, al termine di una partita spettacolare. Quanto al rivale di domani, “è il mio migliore amico sul circuito” dice l’altoatesino a Skysport. Sinner e Hurkacz si conoscono benissimo, i due non solo solo amici ma anche compagni di allenamento e in doppio talvolta giocano assieme. L’ultima volta un paio di settimane fa al torneo di Dubai. Ognuno dunque conosce i pregi e i difetti dell’altro e sarà dura battaglia sul campo in cemento dell’Hard Rock Stadium (la “casa” dei Miami Dolphins di football NFL) che ospita il torneo. Ma in campo “ognuno va per vincere e le amicizie restano fuori. In questo sport c’è spazio per un solo vincitore” dice Sinner. Stuzzicato in conferenza stampa dopo la splendida vittoria in rimonta, nella semifinale con lo spagnolo Roberto Bautista Agut, n. 12 del mondo, respinge poi l’idea che sia tempo di festeggiamenti, “c’è ancora una partita da giocare, vediamo dopo cosa succede”, spiega. “Poi andiamo sulla terra ad allenarci, quindi festeggiare è una parola grossa. Arriverà la mia ragazza da Monaco, starò con il mio team e sentirò i miei genitori”. “Sono felice di giocare un’altra partita qui. la mia forza -continua- arriva tanto dai miei genitori, che lavorano tutti i giorni. Mio papà è cuoco, mia madre è cameriera: entrambi mi hanno trasmesso il rispetto per il lavoro e il dare sempre il massimo. Quando sono andato da Riccardo Piatti, a 14 anni, la mia vita è cambiata, perchè prima giocavo a tennis due volte a settimana, poi ho iniziato ad allenarmi mattina e pomeriggio”. Come che andrà in finale tuttavia il tennista di San Candido si è preso già delle grandissime soddisfazioni: è il primo italiano giunto in una finale a Miami, lo ha fatto anche alla stessa età (19 anni) di due mostri sacri della racchetta come Rafa Nadal e Roger Federer, la sua carriera comincia a crescere con un buon viatico dunque. E ciliegina finale, l’arrivo in finale gli ha già regalato anche un bel balzo nella classifica mondiale fino alla posizione n. 21, ben 10 guadagnate rispetto a quella che aveva all’apertura del torneo della Florida.

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