TENNIS: SOFIA; SINNER VINCE IL TORNEO È NATA UNA STELLA

Jannik Sinner scrive la storia del tennis italiano e mondiale conquistando il primo successo della carriera in un torneo Atp . Nella finale del torneo di Sofia , infatti, ultimo della stagione prima delle Finals di Londra, il tennista altoatesino ha piegato il canadese Vasek Pospisil al termine di un match combattutissimo, durato quasi due ore e mezzo e conclusosi con i seguenti parziali: 6-4 3-6 7-6 (3).

Ottima la partenza di Sinner, che disputa un impeccabile primo set, durato 45 minuti e deciso dal break strappato dall’azzurro nel terzo game. Jannik difende poi con carattere i propri turni di battuta e inizia alla grande anche il secondo set, strappando subito il servizio a Pospisil.

Qui però inizia la partita del canadese, che si rialza proprio quando tutto sembrava perso: controbreak e due giochi con Sinner a zero mandano fuori giri l’italiano, che perde ancora la battuta al sesto gioco cedendo il secondo set per 6-3. Il terzo rispetterà i servizi fino alla fine, ma con Pospisil bravo a concedere pochissimo e un Sinner che in avvio sembra più stanco e in difficoltà anche nei propri turni di battuta, salvo poi riprendersi.

Il tie break decisivo è tiratissimo: Sinner spezza l’equilibrio conquistando sul 3-2 il minibreak che si rivelerà decisivo. Sinner è ora l’italiano più giovane ad aver vinto un titolo Atp, migliorando il record di Claudio Pistolesi che durava dall’aprile 1987.

L’altoatesino, numero 44 della classifica Atp, era approdato in finale dopo avere battuto l’ungherese Marton Fucsovics, il lucky loser svizzero Marc-Andrea Huesler, il sempre temibile australiano Alex De Minaur e, venerdì, il francese Adrian Mannarino, che non era riuscito a fare pesare la maggiore esperienza in questo tipo di appuntamenti.

Pospisil, invece, era arrivato all’ultimo atto sbarazzandosi del lucky loser ucraino Illya Marchenko, del tedesco Jan-Lennard Struff, dell’australiano John Millman e del francese Richard Gasquet, che nel turno precedente aveva eliminato un generoso Salvatore Caruso.

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