The Idea of You, l’autrice del romanzo non ha apprezzato il finale del film

0

Dopo il regista, anche l’autrice del romanzo Robinne Lee ha commentato la differenza del finale tra romanzo e film di The Idea of You, spiegando perché non ha apprezzato le modifiche

Non è facile accontentare pubblico cinematografico e letterario quando si tratta di una trasposizione sullo schermo. E talvolta anche gli autori delle storie in questione possono manifestare malcontento. È quanto accaduto di recente con The Idea of You. Prima di diventare una rom com con Anne Hathaway e Nicholas Galitzine, la storia è nata su carta con la penna di Robinne Lee. Apprezzato già dal suo pubblico di lettori, è stato poi plasmato per lo schermo adattando la storia d’amore dei due protagonisti. Da un lato Solène, una madre single sulla quarantina, e dall’altro Hayes, cantante di una celebre boy band di 24 anni. Nonostante la differenza d’età e l’intromissione dei media nella loro vita, Solène e Hayes tenteranno di vivere la propria storia d’amore al meglio delle proprie potenzialità. Il finale di The Idea of You non è stato molto apprezzato dall’autrice del romanzo, che ha ammesso di aver nettamente preferito il finale originale. 

Ancor prima di Robinne Lee, anche il regista di The Idea of You Michael Showalter aveva spiegato perché avesse apportato una sottile modifica al finale del film, discostandosi dall’impostazione originale del romanzo. Una scelta non condivisa dall’autrice, come ha poi raccontato a Jezebel via Just Jared. Riflettendo sulla differenza tra romanzo e film, l’autrice ha citato il finale definito da alcuni controverso.

Quando stavo scrivendo questo libro, ero molto consapevole del fatto che stessi scrivendo dal punto di vista di una donna francese. Sono una grande fan. Adesso vivo qui a Parigi e hanno un approccio diverso in molte cose rispetto a noi in America. E questo fa parte del loro fascino ai miei occhi. Adoro il modo in cui raccontano le loro storie. Adoro i loro film. Adoro il fatto che non si sentano come se dovessero mette un lieto fine e avvolgerlo in un bel fiocco. Mi piace il fatto che ci sia una lezione da imparare e che possa essere anche oscuro, umiliante e triste. Può essere umiliante. Se sei francese, esci a mangiare con i tuoi amici dopo un film in un bar, fumi sigarette e bevi vino rosso per altre due ore mentre continui a parlarne. Qui è perfetto. Volevo che questo libro mi sembrasse un po’ più francese. Volevo un finale francese. Volevo che la persona lasciasse la sala e pensasse: ‘Wow, dobbiamo parlarne’. E non che invece pensasse: ‘Oh, va bene’. Ma questa è l’America.

Sia nel film che nel romanzo Soléne e Hayes finiscono per interrompere la relazione. La differenza sta nell’impostazione finale. Mentre nel romanzo il loro è un taglio netto che chiarisce bene le intenzioni della protagonista, nel film la narrazione è più libera ad interpretazione e suggerisce che potrebbe esserci una storia d’amore dopotutto o che quantomeno quella porta non è stata chiusa del tutto. L’autrice prosegue nel suo sfogo, precisando perché non avrebbe voluto modificare quel finale sullo schermo.

Non è reale ed è la cosa che mi infastidisce di più. Non lo sopporto. Nel romanticismo, anche se si tratta di un lieto fine, è soltanto l’inizio. Chiunque sia sposato da più di un anno – che sia 5, 10 o 20 anni – sa che è un lavoro. E non è sempre tutto rose e fiori. Ma si lavora in squadra. Avrai alti e bassi. Ci saranno giorni che non saranno così belli, soprattutto se hai figli e li stai vivendo.

(Comingsoon.it) Immagine: Best Movie

Rispondi

Scopri di più da Yes Magazine

Abbonati ora per continuare a leggere e avere accesso all'archivio completo.

Continua a leggere