Tommaso Zorzi: “Droghe? Un errore che non rifarei”

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L’influencer, in libreria con “Divina!”, si è raccontato senza bugie

Sono passati 10 anni da quanto Tommaso Zorzi ha partecipato al programma “Riccanza” su Mtv in cui veniva mostrata la lussuosa vita. Molto è cambiato, tra cui anche il suo rapporto con i soldi. Oggi Tommaso ha 30 anni, alle spalle ha una vincita al Grande Fratello, è influencer, attivista Lgbtq+, e giudice di stile in Cortesie per gli ospiti.

Il suo è un nome molto noto, anche perché fino a qualche anno fa tra le sue migliori amiche compariva Aurora Ramazzotti (i due non sembrerebbero più così uniti, ma del loro rapporto ormai da anni nessuno dei due parla più). Però confida che il suo nome lo usa poco, “magari nei ristoranti all’ultimo, quando siamo tanti e mi dicono: dai chiama tu”. “Io pago sempre. Penso sia forse il mio pregio più grande: sono generoso negli affetti e anche nella vita pratica”, ha confidato al Corriere della Sera. Qualcuno se ne approfitta ma a lui va bene così: “Non è raro che io sia perfettamente consapevole che una persona se ne sta approfittando, lascio fare. Perché probabilmente a me in quel momento va bene così. Magari tu hai bisogno di qualcuno che ti offra la cena, io di stare in compagnia. Accettiamolo. Mi bastano quei quattro-cinque amici veri di cui mi fido”. 

Nel mondo dello spettacolo ha “buoni rapporti, ma per me la parola ‘amico’ ha una sua importanza. Gli amici per me sono altri…”. 

La droga “l’ho usata. È passato, è un errore che non rifarei. Ho voluto scriverne perché ho le spalle larghe e perché non sono ipocrita”. “Ho la spina dorsale di poterlo raccontare perché è una cosa che prendo molto, molto sul serio. Un errore. Non credo di avere nulla di cui vergognarmi: se ho fatto del male l’ho fatto a me stesso”, ha continuato Zorzi, “Io ho avuto tutte le fortune nella vita, ciò forse mi ha portato a voler provare altro: ‘Cos’altro posso provare? Ecco, questo’. È stato stupido, per fare il cretino in discoteca. Noia. Mi è stato permesso di sbandare, finché è arrivato chi me l’ha fatto notare”.

A dirgli che stava sbagliando è stata sua madre. Poi ha smesso da solo: “Non era una dipendenza e lo voglio chiarire”. Adesso si sente in dovere di mettere in guardia gli altri: “Milano purtroppo è una città bastarda. Avere questo passato mi permette di essere uno che non giudica. Io sono l’amico al quale puoi dire di aver fatto la stronzata più grande del mondo: prima ti aiuto, poi magari ti cazzio”. (Today.it)

Immagine: Movieplayer

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