TROPPO POCHI I FONDI PER LA SANITÀ

Nel giorno della presentazione a Palazzo Chigi dei “contropiani” delle forze di maggioranza per cambiare la bozza del Recovery plan, dopo quelli del Pd e di Italia viva (che Renzi presenterà ufficialmente in una conferenza stampa oggi alle 18), arriva anche il documento di Leu. Il partito del ministro della Salute Speranza concentra le sue critiche su un obiettivo principale e cioè i fondi per la Sanità, giudicati “largamente insufficienti”.

“Abbiamo presentato al presidente del Consiglio le osservazioni e le proposte di Liberi e uguali per il Recovery Plan italiano – affermano i presidenti dei gruppi Parlamentari di Leu Loredana De Petris e Federico Fornaro – Nel documento abbiamo ritenuto fondamentale riaffermare che i fondi destinati alla Sanità, pari ad appena 9 miliardi, sono largamente insufficienti, anche tenendo conto di alcuni programmi trasversali”.

“Il Servizio sanitario nazionale – spiegano Fornaro e De Petris – ha per noi un’importanza strategica decisiva. È quindi necessario l’investimento di ben più ampie risorse soprattutto sul fronte dell’assistenza di prossimità e della medicina territoriale”.

Leu pone inoltre l’accento sull’ambiente e il tema della sostenibilità, chiedendo correttivi in tal senso: “Chiediamo la revisione, non più rinviabile, degli obiettivi del Piano energia e clima, investimenti massicci in idrogeno verde e non blu, impegno a un uso solo residuale del gas come risorsa energetica. Sono urgenti poi maggiori investimenti nella forestazione urbana e nell’economia circolare, nonché la transizione energetica dell’edilizia residenziale pubblica per consentire una maggiore equità sociale. Gli obiettivi di mitigazione della crisi climatica e ambientale necessitano altresì di investimenti per agricoltura e mobilità sostenibil”.

Altro capitolo, non meno importante per Leu, è il Sud: “Altrettanto inspiegabile è la quasi scomparsa dalla bozza degli investimenti volti a colmare il divario tra il Sud e il resto d’Italia, tra i principali destinatari dei 209 miliardi del Piano nazionale di ripresa e resilienza. È infine necessario investire nel potenziamento della didattica e nel diritto allo studio in favore dei redditi più bassi e rafforzare la ricerca pubblica”.

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