Ucraina, Kiev: ‘Al fronte siamo al limite’. Blinken da Zelensky
Antony Blinken raggiunge Volodymyr Zelensky a Kiev per una visita a sorpresa con la quale rassicurare di persona che gli aiuti militari “stanno arrivando”.
E la vigorosa stretta di mano tra il presidente ucraino e il segretario di Stato americano si traduce in un chiaro messaggio a Mosca che le rinnovate offensive, come quella in corso a Kharkiv, non spingeranno gli Usa ad abbandonare l’Ucraina all’invasione che ha trovato nuovo vigore a nordest: Mosca ha rivendicato di aver conquistato le parti occidentali e settentrionali di Vovchansk, e secondo le agenzie russe lo scontro ormai si consuma nelle strade della città. Sul fronte la situazione è “al limite” a causa della carenza di truppe, ha lanciato l’allarme al New York Times Kyrylo Budanov, solitamente poco propenso a comunicare debolezze. “Tutte le nostre forze sono qui o a Chasiv Yar” nel Donetsk, e “purtroppo non abbiamo nessun altro nelle riserve”, ha affermato il capo dell’intelligence militare ucraina, secondo cui in ogni caso l’afflusso dei rinforzi è riuscito a “interrompere parzialmente i piani” dei russi. Verità o controinformazione, che la nuova offensiva di Mosca abbia portato scompiglio nei ranghi ucraini è innegabile, mentre la legge per la nuova mobilitazione arranca a dare frutti – una norma “dura” ma necessaria, l’ha definita Blinken – e si invocano più armi per rispondere al fuoco.
