Virus West Nile aumentano i casi
I casi del virus West Nile aumentano in Italia. Solo nel Lazio sono arrivati a 7, quando invece (in base all’ultimo rilevamento di pochi giorni fa) erano solo due. A certificarlo il ministero della Salute. La paura cresce dopo la morte di una donna (senza patologie concomitanti) ricoverata il 14 luglio scorso per febbre e stato confusionale. L’arbovirus si trasmette all’uomo attraverso la puntura di zanzare infette, in particolare del genere Culex. Ma quanti sono i casi in tutto?
L’ultimo bollettino dell’Iss, aggiornato al 16 luglio, ne certificava 5. Di cui 4 si sono manifestati nella forma neuro-invasiva (1 Piemonte, 1 Emilia-Romagna, 2 Lazio) e 1 caso di febbre (1 Veneto). Come indicato dall’Istituto superiore di sanità, il primo caso umano autoctono di infezione di quest’anno è stato segnalato dal Piemonte il 20 marzo in Provincia di Novara. La sorveglianza veterinaria (attuata su cavalli, zanzare, uccelli stanziali e selvatici) ha confermato la circolazione del virus in Veneto, Piemonte, Sardegna, Emilia-Romagna e Lombardia.
Ma quando il virus è mortale? “Soprattutto quando colpisce le persone più anziane, quindi parliamo soprattutto di quelle oltre 80 anni e le immunodepresse. Fondamentalmente pazienti con malattie ematologiche, oncologiche, trapianti e che rischiano di avere una forma veramente grave” spiega l’infettivologo Matteo Bassetti. “Altrimenti decorre in maniera quasi asintomatica, con una sindrome simile all’influenza. Ma nelle persone più anziane e più infrangibili può dare delle forme gravi come meningiti, encefaliti. Forme che colpiscono in maniera importante il sistema nervoso centrale e che può portare a delle conseguenze importanti, addirittura paralisi, casi molto gravi e addirittura si può arrivare, come abbiamo visto nel caso di questa signora, alla morte”.
