Voto fuori sede, circolare Viminale: domande entro 31 dicembre
Il Viminale invia ai prefetti la circolare sul voto fuori sede: Comuni chiamati a pubblicare avvisi, raccogliere domande e formare l’albo annuale.
Manifestazione per il diritto al voto dei fuorisede. Foto: la Repubblica — Melonellum, parte la macchina per il voto ai fuorisede: come funziona. La circolare del Viminale (https://www.repubblica.it/politica/2026/10/23/news/legge_elettorale_fuorisede_come_funziona-425669548/)
Foto: la Repubblica — Melonellum, parte la macchina per il voto ai fuorisede: come funziona. La circolare del Viminale repubblica.it
Secondo la Repubblica, venerdì 23 ottobre 2026 si avvia la macchina per rendere effettivo il voto fuori sede, con una circolare del Viminale inviata ai prefetti sugli adempimenti affidati ai Comuni. La possibilità è prevista dopo il via libera alla legge elettorale e riguarda studenti, lavoratori, persone che si spostano per motivi di cura e caregiver.
Al centro delle istruzioni c’è l’istituzione di un albo comunale annuale: servirà per le elezioni politiche, europee e per i referendum. Gli uffici elettorali dovranno raccogliere le richieste, tenere gli elenchi e organizzare l’assegnazione degli ammessi alle sezioni del Comune in cui si trovano temporaneamente.
L’avviso dei Comuni e la scadenza del 31 dicembre
Secondo la Repubblica, la circolare chiede ai Comuni di pubblicare sui propri siti un avviso rivolto a chi intende iscriversi nell’elenco annuale degli elettori fuori sede. L’avviso dovrà indicare i requisiti richiesti, i termini per presentare la domanda, il relativo modello e i recapiti per l’invio telematico della richiesta.
L’elenco deve essere attivato immediatamente. La pubblicazione dell’avviso va effettuata con un margine temporale utile rispetto alla data fissata per le domande.
La circolare indica:
“richiamando in particolare la necessità di immediata attivazione dell’elenco e di pubblicazione dell’avviso”
Circolare del Viminale.
Il termine annuale per presentare l’istanza è il 31 dicembre. La circolare stabilisce che l’avviso debba essere diffuso “con adeguato anticipo rispetto al 31 dicembre”.
Le quattro categorie ammesse nell’elenco annuale
Le categorie di elettori fuori sede richiamate nelle istruzioni sono quattro. Per studio o lavoro il domicilio temporaneo deve durare almeno nove mesi; per le esigenze di cura e per i caregiver il requisito è di almeno tre mesi, comprendendo la data del voto.
- Gli elettori domiciliati temporaneamente per studio o lavoro, per almeno nove mesi, in un Comune appartenente a una Regione diversa.
- Le persone domiciliate temporaneamente per almeno tre mesi, includendo la data del voto, per motivi di cura propri.
- I caregiver familiari che si trovano temporaneamente domiciliati per almeno tre mesi, comprendendo la data della votazione.
- I genitori o i familiari conviventi di un minore sottoposto a terapie o cure in una struttura sanitaria situata fuori dalla Regione di residenza.
La condizione relativa a studio o lavoro richiede quindi il domicilio in un Comune di una Regione diversa. Per cura propria o assistenza come caregiver, invece, la durata minima indicata dalla circolare comprende la data della votazione.
Per chi acquisisce la condizione di fuori sede dopo il 31 dicembre, la finestra prevista è diversa: la domanda di inserimento deve essere presentata entro trenta giorni, per partecipare alle elezioni dell’anno. Il termine riguarda l’inserimento nell’elenco per chi ottiene tale condizione dopo la scadenza annuale.
Lo scambio tra Comune di domicilio e Comune di residenza
Una volta raccolte le domande, gli uffici elettorali dei Comuni sono chiamati a tenere l’elenco degli iscritti. Entro il 31 gennaio di ogni anno, ciascun Comune dovrà comunicare alla Direzione centrale per i servizi elettorali il numero degli elettori inseriti nei propri elenchi.
La comunicazione non consiste soltanto in un totale: deve distinguere gli elettori per categoria di fuori sede e per Comune di provenienza. Categoria e Comune di provenienza devono dunque comparire nella comunicazione destinata alla Direzione centrale per i servizi elettorali.
Il Comune di residenza dovrà rispondere alle richieste ricevute dal Comune di domicilio temporaneo e annotare nella lista elettorale sezionale che l’elettore voterà in un altro Comune. La circolare richiede che questa risposta arrivi “con la massima tempestività”.
Sezioni vicine al domicilio temporaneo e attestazione
Gli elettori ammessi saranno distribuiti nelle sezioni ordinarie seguendo un criterio di prossimità territoriale rispetto al domicilio temporaneo. La regola quantitativa indicata stabilisce che, di norma, i fuori sede assegnati non superino il 10% degli elettori già iscritti nella singola sezione.
Entro dieci giorni dal voto, il Comune di domicilio temporaneo rilascerà l’attestazione di ammissione. Il documento potrà essere trasmesso anche per via telematica e dovrà riportare il numero e l’indirizzo della sezione assegnata.
Le istruzioni sulla verbalizzazione e sul computo dei votanti saranno invece trasmesse con una prossima circolare.

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