ALCARAZ SU TUTTO
Se nel tennis esistessero le categorie di peso, come nel pugilato, una sfida tra Mattia Bellucci e Carlos Alcaraz non si sarebbe mai potuta disputare. Troppa la differenza tra i due giocatori in termini di pesantezza di palla. L’azzurro non faceva neppure in tempo a colpire che veniva già investito dal colpo successivo del murciano. Se a questo aggiungiamo che Bellucci ha anche delle aperture piuttosto ampie e quindi ha bisogno di tempo, ecco spiegato il pesantissimo 6-1 6-0 6-3, maturato in un’ora e 36 minuti.
Un epilogo che fa felice il solo Alcaraz, approdato al terzo turno senza sprecare energie né perdere set. Non il pubblico, che si augurava un match più lungo ed equilibrato, né Bellucci, il quale sperava in una prima volta un po’ diversa sull’Arthur Ashe. “È incredibile sfidare Carlos su questo campo, non vedo l’ora” aveva dichiarato prima di scendere in campo. Indubbiamente è stata un’esperienza unica che per certi versi Mattia si sarà goduto, ma con ogni probabilità si sarebbe divertito di più qualora fosse riuscito a conquistare qualche game in più e impensierire l’avversario almeno per un set. Così invece non è stato, tuttavia i due giocatori hanno quantomeno dato vita a un paio di scambi davvero spettacolari che non hanno reso vane le ore piccole fatte dagli appassionati di tennis dall’altro lato dell’oceano, in Europa.
