Beatrice Bruschi e il coraggio di Dire No
L’attrice, diventata famosa grazie alla Sana di «Skam», pubblica ora il suo primo libro («Nessuna differenza», HarperCollins), in cui parla di integrazione ma anche di bullismo e revenge porn: «La colpa di chi è vittima non esiste. La sessualità è sacra e va rispettata, e un no è un no. Anche se siamo nudi su un letto»
Una decisione maturata come conseguenza naturale di un incontro. Poi, l’ammissione della propria fallibilità. Beatrice Bruschi, che nel velo della sua Sana ha trovato uno stimolo alla propria curiosità, ha deciso di scrivere un libro, il primo. «Sono consapevole di come, a ventiquattro anni, possa sembrare strano che io abbia scelto di scrivere un libro. Ma la verità è che non credo ci sia un’età per farlo», spiega l’attrice, per cui la fama è arrivata con Skam. Beatrice Bruschi racconta di vita ed esperienza, di un bagaglio emotivo la cui crescita non ha nulla a che vedere con il numero che l’anagrafe può attribuirle.
Ho avuto la fortuna di vivere una vita serena, ma negli anni diverse cose mi hanno colpita». Bullismo, Revenge porn. Il dolore di un amore finito e la felicità, cieca e a tratti ingenua, che l’adolescenza sa portare con sé. «Ho deciso di scrivere, per me stessa innanzitutto». E così, dalla volontà di capire e di capirsi attraverso l’analisi, è nato Nessuna Differenza (HarperCollins, 2020, pp. 192, euro 16), un volume antologico nel quale diversi episodi di vita vissuta concorrono a raccontare una stessa verità: «Siamo tutti uguali. Le emozioni ci legano. E non importa quale lingua si parli, quale cultura si respiri. Non importa in quale Paese si sia nati. Rabbia, disgusto, tristezza e felicità, sui nostri volti, lasceranno sempre una stessa espressione
