Borse europee deboli, Unicredit ottiene il Danish compromise
L’8 settembre le Borse europee hanno chiuso deboli e miste; Unicredit ha ottenuto l’ok sul Danish compromise e il Brent è salito a 98,82 dollari.
La sede UniCredit di Milano. Foto: Firstonline — Unicredit, ok della Bce al Danish Compromise: dal risiko bancario alle Generali, i possibili effetti del via libera - FIRSTonline (https://www.firstonline.info/unicredit-ok-della-bce-al-danish-compromise-dal-risiko-bancario-alle-generali-i-possibili-effetti-del-via-libera/)
Foto: Firstonline — Unicredit, ok della Bce al Danish Compromise: dal risiko bancario alle Generali, i possibili effetti del via libera – FIRSTonline firstonline.info
Secondo la Repubblica, le Borse europee hanno chiuso deboli e miste l’8 settembre 2026, con dati di chiusura differenziati tra gli indici. Nella stessa giornata Unicredit ha ottenuto a Bruxelles l’autorizzazione sul Danish compromise, destinata a rendere meno onerosa la rendicontazione delle sue partecipazioni assicurative.
Il quadro dei mercati comprendeva anche il calo del rendimento dei Btp decennali e l’aumento dei prezzi medi di benzina e diesel rispetto al 5 agosto.
Gli indici europei alla chiusura dell’8 settembre
La seduta dell’8 settembre ha visto variazioni differenziate tra gli indici europei indicati. I dati della chiusura hanno registrato rialzi a Parigi, Francoforte e Amsterdam e ribassi a Londra e Madrid.
- Il Cac 40 di Parigi ha guadagnato 0,14%.
- Il Dax di Francoforte è salito dello 0,09%.
- Il Ftse 100 di Londra ha perso lo 0,05%.
- L’Ibex 35 di Madrid ha ceduto lo 0,20%.
- L’Aex di Amsterdam ha chiuso a +0,06%.
L’autorizzazione per Unicredit e la quota in Generali
L’autorizzazione arrivata da Bruxelles riguarda il Danish compromise e alleggerirà per Unicredit la rendicontazione delle partecipazioni assicurative. Nel perimetro delle partecipazioni della banca rientra la quota detenuta in Generali, pari all’8,7%.
Il quadro disponibile collega l’ok alla minore onerosità della rendicontazione delle partecipazioni assicurative. Non viene indicata l’autorità europea che ha formalmente rilasciato l’autorizzazione, né il valore di chiusura o la reazione del titolo Unicredit nella seduta dell’8 settembre.
La partecipazione in Generali è il dato societario associato alla misura: la quota dell’8,7% rientra tra le partecipazioni assicurative cui fa riferimento la rendicontazione resa meno onerosa dall’autorizzazione sul Danish compromise.
Spread e rendimento dei titoli di Stato
Sul mercato obbligazionario, lo spread tra Btp decennali e Bund tedeschi ha chiuso a 81 punti base. Il rendimento del Btp decennale è passato dal 4,20% al 4,17%.
I due dati fotografano la chiusura indicata per i titoli di Stato: da una parte il differenziale tra Btp e Bund, dall’altra il rendimento del Btp con scadenza decennale. Il livello dello spread era espresso in punti base, quello del rendimento in percentuale.
Petrolio in rialzo tra Brent e Wti
Le quotazioni del greggio si sono mosse in aumento. Il Brent con consegna a novembre è stato scambiato a 98,82 dollari al barile, in rialzo dell’1,88%; il Wti con consegna a ottobre è stato scambiato a 94,23 dollari al barile, con un incremento del 3,01%.
Le due rilevazioni riguardavano consegne diverse, novembre per il Brent e ottobre per il Wti. Il prezzo del Brent risultava sotto i 100 dollari al barile, mentre il Wti era scambiato a 94,23 dollari al barile.
Carburanti e appuntamenti tra Bce e Federal Reserve
Sky TG24 ha indicato per il 5 settembre un prezzo medio self service sulla rete stradale nazionale di 2,052 euro al litro per la benzina e di 2,164 euro per il gasolio. Rispetto al 5 agosto, la benzina era aumentata di 5,5 centesimi al litro e il diesel di 6,7 centesimi.
Le rilevazioni riguardavano il self service sulla rete stradale nazionale e mettevano a confronto i prezzi del 5 settembre con quelli del 5 agosto. Il rincaro indicato era di 5,5 centesimi per la benzina e di 6,7 centesimi per il diesel.
Per il 10 settembre, la Repubblica indicava una decisione della Bce sui tassi d’interesse, mentre Ekonomia.it riportava una riunione della Bce. Le due fonti differivano anche nella formulazione del 16 settembre: la Repubblica segnalava la riunione della Federal Reserve, Ekonomia.it una possibile decisione della Fed.
La Repubblica indicava inoltre la pubblicazione del dato sull’inflazione americana per l’11 settembre. Le date riportate erano quindi il 10 settembre per la Bce, l’11 settembre per l’inflazione americana e il 16 settembre per la Federal Reserve.

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