CALCIO: COSTA D’AVORIO
Nell’Italia che si è qualificata per la Final Four della Nations League c’era una nuova, giovane coppia d’attacco: Giacomo Raspadori, 22 anni, bolognese di Castel Maggiore, e il piemontese Wilfried Gnonto, 18 anni, nato a Verbania e cresciuto a Baveno, figlio di genitori della Costa d’Avorio, ultimo felice esempio di mescolanza che nelle Nazionali di altri sport, come l’atletica leggera, si è da tempo consolidato con successo e che nel calcio, invece, fatica ancora a concretizzarsi. Ma proprio dalla Costa d’Avorio, dal ministro dello sport Claude Paulin Danho – reduce dal Forum economico sulle opportunità dello sport in Costa d’Avorio in piena organizzazione della prossima Can, la Coppa d’Africa – arriva l’incoraggiamento a proseguire su questa strada: “L’Italia sta invecchiando e non ha avuto molte mescolanze etniche che invece ha rafforzato altre squadre, soprattutto Francia e Inghilterra”. Il ministro Danho ha un invito speciale per un grande del calcio italiano: “Se Carlo Ancelotti vorrà venire da noi quando avrà finito col Real Madrid, lui che in passato disse di volere allenare la nostra Nazionale della Costa d’Avorio, lo accoglieremmo a braccia aperte. Il calcio italiano resta per noi un grande punto di riferimento. Con i nostri talenti e con un allenatore di genio come lui, sono sicuro che potremmo vincere la Coppa del mondo”. Arriva dunque dall’Africa, il continente che sforna a getto continuo talenti formidabili e che ha ormai ibridato con successo nei cinque principali campionati d’Europa uno sport sempre più mescolato, l’ultimo messaggio d’incoraggiamento per un movimento in crisi, al quale gli azzurri di Mancini, vincendo il loro difficile girone di Nations League davanti a Ungheria, Germania e Inghilterra e tornando a imboccare la strada che aveva portato alla vittoria all’Europeo, hanno offerto uno spiraglio di luce, dopo la mancata qualificazione al Mondiale dell’Italia per la seconda volta consecutiva.
