CALCIO: NEGLI STADI E’ TORNATO IL PUBBLICO

Meno bene del previsto, forse: non c’era moltissimo pubblico negli stadi di serie A che riaprivano dopo oltre un anno al 50 per cento della capienza. Sarà perché molti sono ancora in ferie, sarà perché bisogna mettere ancora a punto il sistema del green pass che ha comunque funzionato senza molti intoppi, senza ritardi e assembramenti ai tornelli. Il problema vero semmai sono gli steward: c’è una carenza preoccupante. I motivi sono due: molti giovani studenti fuori sede ora studiano da casa, di remoto. Secondo: chi ha il reddito di cittadinanza e accetta di fare lo steward, perde il reddito di cittadinanza. A molti giovani quindi non conviene. E poi gli steward vanno formati. Nel week end ne sono stati impiegati moltissimi per via del green pass, ma di sicuro la disponibilità totale si è notevolmente assottigliata. La Lega di serie A sta lavorando in piena sinergia con il Viminale.I posti a disposizione erano 175.867: in molti stadi c’è stata però una presenza abbastanza modesta. Bene per Inter-Genoa (24.702 paganti) e Roma-Fiorentina (26.997). A San Siro i tifosi nerazzurri tornavano a vedere dal vivo la loro squadra che ha vinto lo scudetto dopo 556 giorni di digiuno, all’Olimpico l’ultima partita della Roma col pubblico era stata col Lecce il 20 febbraio 2020, un anno e sei mesi fa. Tanta gente a Udine per la Juve (9.660), benino a Napoli (circa 20.000), molti pochi per Torino-Atalanta (3.475), meglio addirittura per Empoli-Lazio (3655). Circa 6000 tifosi per Verona-Sassuolo e 8.375 per Bologna-Salernitana. Qualche problema di afflusso al San Paolo con relativa denuncia (problemi di steward?). Qualcuno si è stupito invece che a Roma ci siano stati assembramenti, scarso rispetto del distanziamento a scacchiera, abbracci (in occasione dei gol) e ben poche mascherine sugli spalti: evidentemente, chi si stupisce di tutto questo non era mai stato prima in uno stadio…

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