Campi Flegrei, scossa Solfatara di 2.3 avvertita a Pozzuoli

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Una scossa di magnitudo 2.3 alle 11:44 sotto la Solfatara, a Pozzuoli, è stata avvertita dalla popolazione durante lo sciame nei Campi Flegrei.

Fumarole e rocce vulcaniche nella Solfatara, accanto a un cartello con temperatura e pressione.

Attività fumarolica nell’area della Solfatara. Foto: Campaniasmart — La solfatara di Pozzuoli e i Campi Flegrei (https://www.campaniasmart.it/la-solfatara-di-pozzuoli-alla-scoperta-del-vulcano-piu-famoso-dei-campi-flegrei/)

Attività fumarolica nell’area della Solfatara
Foto: Campaniasmart — La solfatara di Pozzuoli e i Campi Flegrei campaniasmart.it

Secondo Cronache della Campania, una scossa di magnitudo 2.3 è stata registrata alle 11:44 di lunedì 26 ottobre 2026 nella zona della Solfatara, nel territorio comunale di Pozzuoli. Dalla tarda mattinata è in corso uno sciame sismico nell’area dei Campi Flegrei.

L’epicentro è stato localizzato sotto la Solfatara, a circa 1,5 chilometri di profondità. La scossa è stata avvertita dalla popolazione.

La scossa delle 11:44 nella zona della Solfatara

Il terremoto di magnitudo 2.3 è il più intenso della sequenza in corso.

La profondità indicata per l’evento è di circa un chilometro e mezzo. La scossa è stata avvertita dalla popolazione.

Il monitoraggio dell’Ingv nei Campi Flegrei

L’attività sismica dei Campi Flegrei viene monitorata costantemente dall’Ingv attraverso l’Osservatorio Vesuviano. Il livello di allerta vulcanica indicato resta giallo.

Il giallo corrisponde a uno stato di disequilibrio medio, con parametri di monitoraggio superiori ai valori di base. La caldera flegrea è caratterizzata da intensa attività vulcanica e da fenomeni di bradisismo.

  • Livello di allerta vulcanica: giallo.
  • Condizione associata al livello giallo: disequilibrio medio.
  • Parametri rilevati: superiori ai valori di base.

Le aree monitorate della caldera flegrea

La zona della Solfatara è indicata fra le aree maggiormente monitorate della caldera flegrea. Il controllo dell’attività sismica avviene attraverso l’Osservatorio Vesuviano, struttura con cui l’Ingv segue costantemente i Campi Flegrei.

Il livello giallo resta il riferimento per l’attività vulcanica dell’area. La condizione descritta dall’Osservatorio Vesuviano è quella di un disequilibrio medio, con parametri di monitoraggio superiori ai valori di base.

I dati del bollettino relativo a settembre 2026

Nel bollettino mensile relativo a settembre 2026, l’Ingv ha riportato 91 terremoti nell’area flegrea. La magnitudo massima indicata per gli eventi di quel mese era pari a 2.0.

La maggior parte delle scosse localizzate nel mese ha avuto origine nei primi tre chilometri di profondità. Gli eventi si sono concentrati prevalentemente fra Pozzuoli, Agnano, la zona Solfatara-Pisciarelli, Bagnoli e il Golfo di Pozzuoli.

Le localizzazioni riportate nel bollettino di settembre interessano quindi più punti dell’area flegrea. Tra le zone indicate figurano Pozzuoli e Agnano, la fascia Solfatara-Pisciarelli, Bagnoli e il Golfo di Pozzuoli; per la maggior parte degli eventi, l’origine è stata individuata entro i primi tre chilometri di profondità.

  • Pozzuoli.
  • Agnano.
  • Solfatara-Pisciarelli.
  • Bagnoli.
  • Golfo di Pozzuoli.

Il sollevamento del suolo nella caldera

Il sollevamento del suolo prosegue nei Campi Flegrei, mentre la velocità del fenomeno si è progressivamente ridotta negli ultimi mesi.

La caldera flegrea resta caratterizzata da attività vulcanica intensa e da fenomeni di bradisismo. Il livello di allerta vulcanica indicato dall’Osservatorio Vesuviano è giallo, mentre il monitoraggio dell’attività sismica continua attraverso l’Ingv.

La scossa delle 11:44, registrata a circa 1,5 chilometri di profondità sotto la Solfatara, è stata l’evento di magnitudo più elevata della sequenza in corso lunedì 26 ottobre 2026.


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