Cavallar, test antidoping nella stanza accanto al corpo della madre
Valentina Cavallar ha raccontato un test antidoping nella sua abitazione poche ore dopo la morte della madre; l’ITA si è scusata con la ciclista.
Foto: la Repubblica — Test antidoping con la madre morta nella stanza accanto: il dramma di Valentina Cavallar (https://www.repubblica.it/sport/ciclismo/2026/10/12/news/test_antidoping_madre_morta_stanza_accanto_valentina_cavallar-425643087/)
Secondo la Repubblica, Valentina Cavallar ha raccontato di essere stata sottoposta a un test antidoping a sorpresa nella propria abitazione, poche ore dopo la morte della madre. Il controllo si è svolto nella stanza adiacente a quella in cui si trovava il corpo della donna.
La ciclista ha riferito sui social che la madre è morta a settembre e che quell’esperienza ha segnato la conclusione anticipata della sua stagione, dopo il Tour de France di quell’anno.
“Ho dovuto concludere la mia stagione in anticipo dopo il Tour de France di quest’anno”
Il racconto della ciclista sui social
La venticinquenne austriaca, nata a Vienna, ha descritto il momento del controllo come un passaggio doloroso per lei e per la sua famiglia. Nel suo messaggio ha legato il lutto a un cambiamento personale profondo.
“la perdita di mia madre, avvenuta a settembre, ha cambiato per sempre il mio modo di vedere la vita.”
“Dover affrontare un controllo antidoping in quelle circostanze è stato profondamente doloroso, fuori luogo e irrispettoso nei confronti della mia famiglia.”
Valentina Cavallar ha affermato di credere nello sport pulito e che umanità, compassione e rispetto non debbano mai essere dimenticati.
“Credo nello sport pulito. Ma credo anche che l’umanità, la compassione e il rispetto non debbano mai essere dimenticati”
Le scuse dell’ITA e la ricostruzione della procedura
L’ITA ha chiamato Cavallar per scusarsi e ha definito l’episodio una “situazione eccezionalmente delicata”. Nella propria ricostruzione, l’agenzia ha spiegato che la corridora aveva informato l’addetto antidoping della morte della madre poco dopo il suo arrivo.
L’ITA ha inoltre sostenuto che, al momento del controllo, Cavallar non aveva espresso “preoccupazioni né richiesto di rinviare o interrompere il controllo”. Secondo la dichiarazione dell’ITA, l’addetto al controllo antidoping ha cercato di svolgere la procedura nel modo più discreto, rispettoso e rapido possibile.
“ha cercato di svolgere la procedura nel modo più discreto, rispettoso e rapido possibile”
La reperibilità nei controlli antidoping
Nel sistema di reperibilità applicato al ciclismo, gli atleti devono comunicare ogni giorno la loro posizione per una fascia di 60 minuti, durante la quale devono essere disponibili per un eventuale controllo antidoping. L’esito del test effettuato nell’abitazione della ciclista non è stato reso noto.
La fascia oraria di 60 minuti è quella nella quale gli atleti devono risultare disponibili ai controlli antidoping, dopo aver comunicato la propria posizione quotidiana.
Dal canottaggio al Giro d’Italia
Sempre secondo la Repubblica, prima del ciclismo Cavallar è stata canottiera e ha partecipato ai Giochi Olimpici di Tokyo del 2021. È diventata professionista su due ruote nel 2024; nella stagione 2026 si è trasferita alla SD Worx-Protime, squadra con cui ha corso anche il Giro d’Italia.
- Ha chiuso il Giro d’Italia al nono posto all’inizio di giugno.
- Il suo contratto con la squadra è valido fino al 2028.
La stagione si è conclusa in anticipo dopo il Tour de France di quell’anno.
I messaggi di sostegno alla corridora
Alla vicenda hanno reagito con messaggi di sostegno anche Lotte Kopecky, Paula Blasi e Barbara Guarischi.
Cavallar rimane sotto contratto con la SD Worx-Protime fino al 2028.

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