CICLISMO: GIRO 2022
Benché la prima tappa, la Budapest-Visegrad, abbia già un arrivo su un breve strappo, per giungere al primo traguardo in quota bisognerà arrivare alla prima delle due frazioni siciliane, la Avola-Etna (Rifugio Sapienza): il versante è quello che si eleva da Ragalna, già proposto nel 2018 (vinse il colombiano Esteban Chaves). Dura, ma non terribile, anche se molto dipenderà dalle condizioni atmosferiche.
Dopo un paio di frazioni per velocisti e le due frazioni di media montagna tra Basilicata (Diamante-Potenza) e Campania (Napoli-Napoli), il Giro conquista l’Appennino abruzzese con la Isernia-Blockhaus, domenica 15 maggio: prima dell’ultima salita verso il Rifugio Mammarosa, la corsa affronterà Passo Lanciano. Stesso arrivo del 2017, allora Quintana conquistò tappa e maglia. Finale con percentuali in doppia cifra. Per ritrovare l’alta montagna si salterà una settimana intera: domenica 22 è in programma la Rivarolo Canavese-Cogne, con le salite di Pila e di Verrogne prima della lunga, ma non esagerata ascesa verso l’arrivo di Lillaz (22 km al 4% di media). Si festeggiano i 100 anni del Parco Nazionale del Gran Paradiso.
Infine l’ultima settimana, davvero molto dura. Martedì 24 quella che probabilmente sarà la tappa regina del Giro 2022, la Salò-Aprica: Crocedomini e Mortirolo (dal versante di Edolo, non il più duro), Valico di Santa Cristina (le rampe che esaltarono Pantani nel 1994) e traguardo in discesa. Tre salite che si prestano ad attacchi e crisi verticali.
