Cisgiordania, cinque italiane fermate: chiesti chiarimenti e rilascio

1

Cinque attiviste italiane sono state fermate ad al-Bweib, in Cisgiordania, durante la raccolta delle olive: chiesti chiarimenti e rilascio.

Agricoltori trasportano sacchi e secchi tra gli ulivi mentre militari israeliani presidiano l’area.

Agricoltori palestinesi durante la raccolta delle olive. Foto: Ansa — Fermate altre attiviste italiane, la Farnesina chiede chiarimenti a Israele - Notizie - Ansa.it (https://www.ansa.it/sito/notizie/mondo/2026/10/22/fermate-altre-attiviste-italiane-la-farnesina-chiede-chiarimenti-a-israele_b15e583e-19cd-4d3a-89f0-687591972967.html)

Agricoltori palestinesi durante la raccolta delle olive
Foto: Ansa — Fermate altre attiviste italiane, la Farnesina chiede chiarimenti a Israele – Notizie – Ansa.it ansa.it

Secondo la Repubblica, cinque italiane fermate in Cisgiordania il 22 ottobre 2026 accompagnavano agricoltori palestinesi durante la raccolta delle olive. Il fermo è avvenuto nel villaggio di al-Bweib, a sud di Hebron, ad opera delle Forze di difesa israeliane.

La Farnesina si è attivata per ottenere informazioni, mentre Ambasciata e Consolato italiani hanno chiesto il rilascio immediato delle connazionali.

Il fermo ad al-Bweib durante la raccolta delle olive

Le cinque attiviste non erano sole: con loro sono stati fermati altri attivisti internazionali. Il gruppo stava accompagnando gli agricoltori palestinesi impegnati nella raccolta delle olive.

Al-Bweib si trova a sud di Hebron.

Le iniziative di Farnesina, Ambasciata e Consolato

Il ministero degli Esteri italiano ha avviato contatti per raccogliere informazioni sul fermo. Sul piano diplomatico, la richiesta trasmessa dalle rappresentanze italiane ha riguardato il rilascio immediato delle attiviste.

  • La Farnesina ha chiesto chiarimenti sul fermo.
  • L’Ambasciata italiana ha sollecitato il rilascio delle connazionali.

L’intervento italiano si concentra quindi su due punti: ottenere elementi sul fermo avvenuto ad al-Bweib e chiedere il rilascio immediato delle cinque donne.

L’attacco attribuito agli Houthi contro Riad

Nella notte un attacco missilistico attribuito agli Houthi ha colpito Riad. La notizia è stata diffusa dai media iraniani; a Riad le autorità hanno diramato un allarme, poi revocato.

Sette navi colpite e le versioni sullo Stretto di Hormuz

Nello Stretto di Hormuz, le autorità iraniane hanno dichiarato che sette navi legate agli Stati Uniti sono state colpite in una sola notte. Nella loro versione, tre imbarcazioni hanno urtato mine e quattro sono state attaccate direttamente dal Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche.

Secondo la Repubblica, questa ricostruzione è stata contestata dal Comando Centrale degli Stati Uniti. Un suo portavoce ha definito «inesatte» le dichiarazioni iraniane secondo cui due petroliere avrebbero urtato mine, sostenendo invece che le rotte internazionali sono state liberate dagli ordigni e attribuendo all’Iran l’uso di missili e droni.

«Abbiamo bonificato le rotte di navigazione internazionali nello Stretto di Hormuz dalle mine. L’Iran sta utilizzando missili e droni nei suoi atti di aggressione», ha affermato il portavoce del Comando Centrale degli Stati Uniti.

Le due versioni restano dunque in contrasto sul ruolo delle mine nello Stretto e sulle modalità degli attacchi alle navi.

Le dichiarazioni di Netanyahu e l’appello dell’Onu

Benjamin Netanyahu ha dichiarato che Donald Trump vuole «portare a termine il lavoro» nella guerra contro l’Iran insieme a lui. Sul fronte libanese, l’Onu ha chiesto a tutte le parti di rispettare la libertà di movimento dei Caschi blu e di evitare ulteriori escalation.

La Repubblica non riferisce se le cinque attiviste siano state rilasciate o restino detenute.


1 thought on “Cisgiordania, cinque italiane fermate: chiesti chiarimenti e rilascio”

Lascia un commento

Scopri di più da Yes Magazine

Abbonati ora per continuare a leggere e avere accesso all'archivio completo.

Continua a leggere