DE MAGISTRIS “CHIUDERE TUTTO SAREBBE UN FALLIMENTO”

“Sono preoccupato, certo. Sia per i contagi che aumentano, sia per le tensioni sociali. Ma arrivare adesso a un lockdown sarebbe una sconfitta”. Nel suo ufficio di Palazzo San Giacomo, il sindaco di Napoli Luigi de Magistris osserva la drammatica evoluzione della pandemia in Campania come nel resto d’Italia.

Con questi numeri la chiusura totale sembra questione di giorni, lo ha detto anche lei.

“Questo è il momento della coesione istituzionale. Perciò Beppe Sala e io abbiamo chiesto al governo di decidere insieme ai sindaci quali misure adottare”.

Il lockdown si farà?

“Ritengo che un provvedimento drastico come quello adottato a marzo possa essere evitato. Il contesto è diverso. Allora il nemico arrivava alle spalle, non avevamo neppure le mascherine. Ora possiamo considerare soluzioni diverse per aziende, cantieri, attività produttive, applicando misure molto rigide, senza il blocco totale. Ma a condizioni ben precise”.

Quali?

“Se una mano toglie, l’altra deve dare. Il governo deve immettere subito liquidità e consentire ai sindaci di assumersi le loro responsabilità intervenendo per aiutare chi è stremato dalla crisi. Poi serve un vero piano per il lavoro. E mi faccia dire un’altra cosa”.

Prego.

“Ci vuole rispetto per i cittadini che sono le vittime di questa situazione e non possono essere trattati come colpevoli. Basta terrorismo. Anche perché comincio ad ascoltare persone che preferiscono ammalarsi piuttosto che non riuscire a mettere il piatto a tavola”.

Napoli e la Campania sono in prima linea. Colpa solo di De Luca?

“Il quadro oggi è agghiacciante. Abbiamo perso il controllo del tracciamento già a settembre, la curva di contagio sta salendo da Ferragosto, ma in campagna elettorale si diceva il contrario. Eppure si sapeva che sarebbe arrivata una seconda ondata ed era prevedibile l’esplosione della tensione sociale in una città fragile, dove certi annunci hanno l’effetto di un detonatore”.

De Luca però contesta al governo di non aver mandato medici né risorse.

“Anche l’esecutivo si è fatto trovare impreparato. Ma ora il Paese deve restare unito. Questa è la settimana decisiva. Stiamo combattedo una partita che è innanzitutto democratica. Io resto convinto che possiamo vincerla”.

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