Debito San Raffaele, scontro nel Lazio sui 60 milioni
Il Consiglio di Stato condanna la Regione Lazio a 60 milioni più rivalutazione e interessi. Scontro politico sul ricorso indicato dall’opposizione.
Il gruppo San Raffaele e il suo patron. Foto: Fanpage — Regione Lazio, maxi risarcimento da 82 milioni ad Angelucci: il caso San Raffaele (https://www.fanpage.it/roma/regione-lazio-maxi-risarcimento-da-82-milioni-ad-angelucci-il-caso-san-raffaele/)
Foto: Fanpage — Regione Lazio, maxi risarcimento da 82 milioni ad Angelucci: il caso San Raffaele fanpage.it
Secondo ANSA, sul debito San Raffaele è in corso uno scontro fra maggioranza e opposizione alla Regione Lazio. Il Consiglio di Stato ha condannato l’ente al risarcimento di 60 milioni di euro, oltre alla rivalutazione legale e agli interessi, nel contenzioso con il Gruppo San Raffaele della famiglia Angelucci.
La discussione politica riguarda le responsabilità delle amministrazioni precedenti e i tempi delle iniziative giudiziarie avviate dopo la sentenza del 2023. L’opposizione valuta il rischio complessivo per i cittadini in 83 milioni di euro, mentre la maggioranza rivendica la correttezza delle procedure esaminate nelle commissioni regionali.
La condanna e le cifre al centro del confronto
Secondo ANSA, la sentenza del Consiglio di Stato ha fissato in 60 milioni di euro il risarcimento a carico della Regione Lazio.
- 60 milioni di euro di risarcimento stabiliti dal Consiglio di Stato;
- 16,8 milioni di euro di rivalutazione legale;
- 83 milioni di euro come costo potenziale indicato dall’opposizione per i cittadini.
Le sentenze dal 2017 al ribaltamento del 2023
La Regione Lazio aveva ottenuto ragione in sede civile nel 2017 e nel 2022. Nel 2019 aveva inoltre incassato una sentenza favorevole dal Tar nel contenzioso con il Gruppo San Raffaele.
Nel 2023 il Consiglio di Stato ha ribaltato il precedente pronunciamento. Nello stesso anno Francesco Rocca si è insediato come presidente della Regione Lazio; in precedenza era stato presidente della Fondazione San Raffaele della famiglia Angelucci.
Le contestazioni dell’opposizione sui ricorsi
I capigruppo di opposizione contestano la tempistica delle iniziative giudiziarie successive alla decisione del 2023 e collegano quella fase all’insediamento di Rocca. Hanno sostenuto che il ricorso sarebbe stato depositato entro la scadenza del 23 ottobre 2026.
“Perché la Regione non ha valutato e intrapreso tempestivamente tutte le iniziative giudiziarie possibili già dopo la sentenza del 2023?” — i capigruppo di opposizione
Per l’opposizione, la vicenda rischia di pesare sui cittadini fino a 83 milioni di euro. La critica sui tempi delle azioni legali resta uno dei punti di contrasto con la maggioranza regionale.
La posizione della Regione e della maggioranza
La Regione Lazio ha escluso che le condotte esaminate nella sentenza riguardino l’amministrazione in carica, indicando il periodo in cui Alessio D’Amato guidava la Sanità regionale come riferimento delle condotte considerate dai giudici amministrativi.
“I fatti presi in considerazione dalla sentenza del Consiglio di Stato non hanno in nessun modo a che vedere con l’operato dell’attuale amministrazione” — Regione Lazio
I capigruppo di maggioranza hanno sostenuto che nelle Commissioni Bilancio e Trasparenza sia stata fatta massima chiarezza. Hanno indicato Andrea Urbani e i rappresentanti dell’Avvocatura regionale come i soggetti che, a loro avviso, hanno dimostrato correttezza e trasparenza nelle procedure.
L’esposto affidato all’Avvocatura regionale
Rocca ha dato mandato all’Avvocatura regionale di depositare un esposto contro l’ex presidente della Regione Nicola Zingaretti, l’ex assessore alla Sanità D’Amato e altre persone.
La scheda non riporta l’esito del ricorso indicato dall’opposizione né una decisione definitiva sul pagamento del risarcimento al Gruppo San Raffaele.

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