DECRETO SEMPLIFICAZIONI RIUNITA LA CABINA DI REGIA

Draghi incontra anche il leader del Pd Letta che aveva riunito al Nazareno la segreteria del partito

Si è riunita a Palazzo Chigi la cabina di regia sul decreto Semplificazioni presieduta dal premier Mario Draghi. Hanno partecipato i ministri Daniele Franco, Vittorio Colao, Roberto Cingolani, Enrico Giovannini, Andrea Orlando, Dario Franceschini, Massimo Garavaglia, Renato Brunetta, Elena Bonetti, Roberto Speranza, Fabiana Dadone e il sottosegretario Roberto Garofoli.

Il ministro Giancarlo Giorgetti si è collegato in videocall da Bruxelles. Il premier Mario Draghi ha inoltre convocato i sindacati a Palazzo Chigi per discutere del decreto, atteso domani in Consiglio dei ministri, insieme al Pnrr.

Sale a 65 articoli la nuova bozza del decreto “Recovery” che unisce semplificazioni e governance per il Piano italiano di ripresa e resilienza. Nel testo compaiono le norme taglia tempi per le autorizzazioni ambientali e per velocizzare i cantieri. Le deroghe per gli appalti già previste e in vigore vengono prorogate fino a giugno 2023 (non più fino al 2026). Salta la misura sul massimo ribasso e manca anche il subappalto, ancora oggetto di confronto in queste ore. I primi 17 articoli riguardano invece la governance del Piano, dalla cabina di regia politica fino ai meccanismi di audit e controllo.

Arrivano 866mila euro per realizzare la piattaforma tecnologica nazionale per le certificazioni verdi Covid: lo stanziamento è previsto nella bozza del decreto con le semplificazioni e la governance del Recovery. Il testo affida la realizzazione della piattaforma a Sogei, la società del Mef che gestisce il sistema informativo dell’amministrazione fiscale, e prevede che sia alimentata con i dati del Sistema Tessera sanitaria. Sogei gestirà la piattaforma per conto del ministero della Salute che rimane “titolare del trattamento dei dati generati dalla piattaforma” stessa. Le risorse arrivano da un fondo speciale del Mef.

Arrivano, nella bozza del dl Recovery, le norme per garantire pari opportunità generazionale e di genere nella realizzazione del Pnrr. Le aziende coinvolte nel piano sono tenute a presentare relazioni sulla situazione del loro personale e a garantire quote di giovani e donne nelle assunzioni per l’esecuzione dei contratti.Le stazioni appaltanti prevedono specifiche clausole, nei bandi, per “promuovere l’imprenditoria giovanile, la parità di genere e l’assunzione di giovani, con meno di 36 anni, e donne”. Ci sono penali per gli inadempienti e meccanismi premiali, ad esempio per chi non discrimini e assicuri conciliazione vita-lavoro.

“È andata bene, sparisce qualsiasi riferimento al massimo ribasso c’è l’apertura a discutere, sul 40% dei subappalti, su quali possono essere gli elementi qualitativi utili a rafforzare la tutela della sicurezza e della legalità. C’è l’impegni a ridurre le stazioni appaltanti”. Lo dice Pier Paolo Bombardieri, segretario generale della Uil, dopo l’incontro a Palazzo Chigi sul dl Recovery.

Abbiamo anche ragionato sulla governance” del Recovery plan: “le organizzazioni sindacali sono coinvolte nella cabina di regia istituita a Palazzo Chigi. Noi abbiamo riconfermato la nostra proposta per cui cabina di regia è un punto importante ma non sufficiente: chiediamo un confronto di dettaglio con i ministri e sul territorio. Abbiamo ribadito che per noi c’è bisogno che non solo come avvenuto oggi con ritardo, ma su tutte le riforme il confronto diventi una regola e un vincolo esterno, ci sia confronto e negoziazione senza diritti di veto”. Lo dice il segretario Cgil Maurizio Landini fuori da Palazzo Chigi.

Tempi dimezzati per la posa della banda larga: la bozza del decreto Recovery, che sarà domani sul tavolo del Consiglio dei ministri, conferma l’accelerazione per le infrastrutture necessarie ad estendere la connessione veloce in tutta Italia e taglia da 6 mesi a “90 giorni” i tempi per ottenere le autorizzazioni necessarie.

“La mediazione sui licenziamenti per noi non è sufficiente. Lo abbiamo fatto presente, dal governo è stato preso atto di ciò ma non abbiamo avuto ancora una risposta”, dice il segretario generale della Cgil dopo l’incontro tra sindacati e governo a Palazzo Chigi. Ladini conferma che domani a Montecitorio Cgil, Cisl e Uil scenderanno in piazza.

Durante la riunione, si è convenuto che il governo, nel costruire i tre pilastri essenziali per l’attuazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza, seguirà un approccio unitario complessivo che riguarderà contestualmente la progettazione della governance del Pnrr, le semplificazioni normative e un piano di reclutamento nella P. A. Questi tre elementi sono il presupposto necessario per poter associare alla complessità del Pnrr ‘un quadro normativo appropriato, un modello di gestione efficace e un’adeguata disponibilità di competenze’.

L’incontro Draghi-Letta – Il premier ha incontrato anche il leader del Pd Enrico Letta che aveva riunito la segreteria del partito al Nazareno con all’ordine del giorno la riforma fiscale e le proposte dem e le elezioni amministrative di ottobre. “Lungo e proficuo colloquio a Chigi con Draghi. Sintonia piena e determinazione ad accelerare le riforme su giustizia, fisco, lavoro e semplificazioni che sono alla base del patto con l’Ue, riforme per le quali porteremo le nostre idee e troveremo le migliori sintesi. Avanti”, twitta Letta subito dopo l’incontro. “Con Draghi abbiamo parlato delle grandi riforme, quella della giustizia, che è importantissima, la riforma del fisco, dentro cui noi proporremmo varie idee, fra cui quella sulla successione per i patrimoni più ricchi, poi le semplificazioni, il mercato del lavoro. Con Draghi abbiamo condiviso un metodo, noi portiamo le nostre proposte, lavoriamo nella stessa direzione”, spiega poi il segretario del Pd.

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