Legge elettorale, soglia al 41% e ballottaggio dividono la destra

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La legge elettorale resta senza intesa nel centrodestra: accantonata la soglia al 41%, Forza Italia chiede un confronto sulla norma anti-cespugli.

Senatori lavorano nella commissione Affari costituzionali, tra banchi, documenti e arredi istituzionali

Lavori della commissione Affari costituzionali del Senato. Foto: Il Fatto Quotidiano — Legge elettorale: la destra è ancora spaccata sul premio al 41% (https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/09/07/legge-elettorale-centrodestra-spaccato-premio-ballottaggio-notizie/8499606/)

Lavori della commissione Affari costituzionali del Senato
Foto: Il Fatto Quotidiano — Legge elettorale: la destra è ancora spaccata sul premio al 41% ilfattoquotidiano.it

La legge elettorale resta un dossier aperto per la maggioranza di centrodestra: lunedì 7 settembre la Commissione Affari costituzionali del Senato, a Palazzo Madama, ha esaminato la riforma senza che emergesse un accordo su soglia del premio di governabilità, ballottaggio e regole per i piccoli partiti. Secondo Il Fatto Quotidiano, le divisioni attraversano i partiti di governo e riguardano anche gli emendamenti ancora da votare.

Al centro della discussione c’è la proposta di Fratelli d’Italia di portare dal 42% al 41% la soglia necessaria per ottenere il premio di governabilità. La questione è stata accantonata in commissione, mentre il confronto politico resta aperto anche su altre modifiche al testo.

La soglia del premio tra 41%, 42% e 43%

L’emendamento firmato da Fratelli d’Italia punta a ridurre di un punto la soglia del premio, dal 42% al 41%. In commissione, tuttavia, le proposte che prevedono il passaggio al 41% sono state accantonate. Non si tratta dell’unica soglia evocata durante il dibattito.

Il capogruppo di Alleanza Verdi-Sinistra, Peppe De Cristofaro, ha contestato la scelta dell’accantonamento e ha chiesto spiegazioni alla maggioranza, richiamando una discussione che comprende anche le ipotesi del 42% e del 43%.

“Perché è accantonato, la maggioranza ci può dire qualcosa? Stanno aspettando le rilevazioni più recenti dei sondaggi?” — Peppe De Cristofaro

La ricostruzione mette dunque in evidenza proposte divergenti: l’emendamento di Fratelli d’Italia indica il 41%, mentre De Cristofaro ha riferito di un confronto fra 41%, 42% e 43%. La soglia definitiva del premio di maggioranza non è stata resa nota.

Il ballottaggio rinviato al confronto in Aula

Il tema del ballottaggio resta fra i punti che dividono la coalizione. L’emendamento presentato dal senatore Marcello Pera non è stato affrontato nella fase in commissione e dovrà essere discusso ed esaminato soltanto in Aula a Palazzo Madama.

Il calendario indicato prevedeva l’avvio delle votazioni sul testo in Aula per giovedì. La riforma potrebbe arrivarci senza mandato al relatore, mentre in commissione restano da votare centinaia di emendamenti. Anche le modifiche già approvate, compresa quella sulle preferenze, dovranno essere sottoposte a una nuova votazione dell’Assemblea.

  • la soglia per il premio di governabilità;
  • l’emendamento sul ballottaggio di Marcello Pera;
  • la disciplina dei voti delle liste minori nelle coalizioni;
  • la proposta sull’eleggibilità dei sindaci firmata da Sigismondi.

La norma anti-cespugli e il nodo Forza Italia

Un altro punto di frizione riguarda la modifica alla norma anti-cespugli. L’emendamento prevede che i voti delle liste di coalizione sotto l’1% concorrano al computo nazionale della coalizione per il raggiungimento delle soglie del premio di governabilità. Il disegno di legge approvato dalla Camera fissava invece al 3% il limite per le liste di coalizione considerate da quella norma.

Il testo è stato sottoscritto da Fratelli d’Italia, Lega e Noi Moderati, ma non da Forza Italia. Il partito ha sostenuto che la modifica debba ancora essere discussa.

“Tutto quello che Forza Italia non ha sottoscritto va discusso“ — fonti di Forza Italia

La stessa Forza Italia ha sintetizzato la propria linea con l’espressione: “c’è ancora da discutere”.

Gli emendamenti accantonati in Commissione

Secondo Il Fatto Quotidiano, la Commissione Affari costituzionali aveva in programma votazioni per l’intera giornata di lunedì e per quella di martedì, alla presenza della ministra per le Riforme Elisabetta Casellati. Oltre alle proposte sulla soglia al 41%, è stata accantonata la modifica sull’eleggibilità dei sindaci presentata da Sigismondi, esponente di Fratelli d’Italia.

Le opposizioni hanno criticato il metodo seguito dalla maggioranza nell’esame della riforma. De Cristofaro ha chiesto che venissero chiarite le ragioni della scelta fra le diverse soglie per il premio.

“Dovreste spiegare le ragioni più profonde per le quali state decidendo tra la soglia al 41-42-43…” — Peppe De Cristofaro

L’esito delle votazioni previste in commissione e in Aula, così come quello del vertice del centrodestra previsto entro giovedì, non è stato comunicato. Restano però sul tavolo i nodi politici che hanno portato all’accantonamento degli emendamenti più discussi.

Il nuovo vertice del centrodestra

Per affrontare le questioni ancora aperte era prevista la convocazione di un nuovo vertice del centrodestra entro giovedì, probabilmente a livello tecnico.

Palazzo Madama dovrà inoltre tornare a votare anche le modifiche già approvate, comprese le preferenze.


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