Trieste, procedure asilo contestate: Schiavone critica il piano
A Trieste i giudici dichiarano illegittime le procedure d’asilo di frontiera. Schiavone critica il piano e i trasferimenti restano sospesi.
Gianfranco Schiavone, esperto di politiche migratorie. Foto: Il Fatto Quotidiano — Migranti a Trieste, la strategia del governo sulla frontiera che non c'è. L'esperto: "Piano fallimentare che politicamente funziona" - Il Fatto Quotidiano (https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/09/09/migranti-a-trieste-la-strategia-del-governo-sulla-frontiera-che-non-ce-lesperto-piano-fallimentare-che-politicamente-
Il Viminale ha concentrato a Trieste la strategia sulle nuove procedure d’asilo di frontiera, secondo Il Fatto Quotidiano. Il meccanismo prevede un esame sommario delle domande di protezione internazionale e punta a ridurre il numero delle persone da accogliere attraverso decisioni rapide, comprese quelle di respingimento.
Mercoledì 9 settembre 2026 la procedura viene contestata anche sul piano giudiziario: i giudici ne hanno dichiarato illegittima l’applicazione. Gianfranco Schiavone è presidente del Consorzio italiano di solidarietà e socio di ASGI.
La procedura prevista alla frontiera
La sequenza descritta per Trieste parte dall’attesa iniziale delle persone in strada. Segue un ingresso temporaneo nel sistema di accoglienza, destinato però a concludersi con la successiva uscita dal sistema stesso. Per l’applicazione della procedura viene utilizzata una ex caserma.
Alle persone viene indicato un termine di cinque giorni, festività comprese, per presentare ricorso. L’obiettivo dichiarato della strategia è esaminare e respingere rapidamente le domande d’asilo, così da ridurre il numero delle persone da accogliere.
Secondo Il Fatto Quotidiano, Schiavone sintetizza la sua valutazione con una formula netta:
“Piano fallimentare che politicamente funziona”
La frase è di Gianfranco Schiavone. La procedura di frontiera indicata per Trieste comprende quindi l’attesa iniziale in strada, l’ingresso temporaneo nell’accoglienza e la successiva uscita dal sistema.
Trasferimenti sospesi e persone sul territorio
Alla fine di giugno sono stati sospesi i trasferimenti dei richiedenti asilo verso altre regioni. Dopo la sospensione, le persone sono rimaste sul territorio e si sono verificati sgomberi.
Secondo Schiavone, chi riceve un respingimento può essere messo in strada con un decreto di espulsione senza essere necessariamente rimpatriato. La possibilità riguarda le persone respinte nell’ambito delle procedure applicate a Trieste.
La sospensione dei trasferimenti verso altre regioni e gli sgomberi sono indicati nella ricostruzione relativa alla città. La fonte non specifica la data degli sgomberi citati.
La decisione dei giudici sulle procedure
I giudici hanno dichiarato illegittima l’applicazione delle procedure di frontiera. La procedura prevede il termine di cinque giorni, festività comprese, per il ricorso e utilizza una ex caserma.
Nella contestazione avanzata da Schiavone rientrano anche le garanzie previste per le persone sottoposte alla procedura. A Trieste, afferma, non viene fornita la consulenza legale individuale prevista dal Regolamento procedure. Lo screening sanitario e delle vulnerabilità, sempre secondo il presidente del Consorzio italiano di solidarietà, viene invece svolto in pochi minuti nei locali della Questura.
Il termine per il ricorso resta fissato in cinque giorni, comprese le festività. Schiavone segnala sia la mancata consulenza legale individuale sia le modalità dello screening sanitario e delle vulnerabilità nei locali della Questura.
Gli appartamenti Ics e il modello di accoglienza diffusa
Accanto alla procedura di frontiera, a Trieste opera il sistema di accoglienza diffusa realizzato dall’Ics, che comprende oltre 150 appartamenti sparsi nella città.
Il modello dell’Ics mira a evitare la concentrazione di centinaia di persone in grandi strutture e a favorire l’interazione sociale con il territorio. Gli appartamenti fanno parte del sistema di accoglienza diffusa realizzato a Trieste.
- Il sistema dell’Ics comprende oltre 150 appartamenti sparsi per Trieste.
- Il modello mira a evitare la concentrazione di centinaia di persone in grandi strutture.
- L’obiettivo indicato è favorire l’interazione sociale con il territorio.
Il riferimento alle riammissioni verso Slovenia e Bosnia
Schiavone collega le procedure attuali alle riammissioni informali del 2020 verso la Slovenia e, successivamente, la Bosnia. Il collegamento riguarda le riammissioni informali indicate dall’esperto e le procedure attuali applicate a Trieste.
La fonte non riporta l’esito complessivo delle procedure di frontiera, il numero delle domande respinte, quanti ricorsi siano stati presentati o accolti, né eventuali risposte del governo alle contestazioni di Schiavone.

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