Deficit dell’Italia al 3,1%, mancata uscita anticipata Ue

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L’Istat certifica un deficit/Pil al 3,1% nel 2025: mancata uscita anticipata dalla procedura europea e confronto tra i partiti sullo scostamento.

Il ministro dell’Economia siede in aula parlamentare davanti a microfoni e documenti, durante i lavori della Camera.

Giorgetti alla Camera durante i lavori parlamentari. Foto: la Repubblica — Giorgetti: “Su flessibilità discussione con la Ue” (https://www.repubblica.it/economia/2026/09/23/news/giorgetti_su_flessibilita_discussione_con_la_ue-425602726/)

Giorgetti alla Camera durante i lavori parlamentari
Foto: la Repubblica — Giorgetti: “Su flessibilità discussione con la Ue” repubblica.it

L’Istat ha certificato il 22 settembre 2026 che il deficit dell’Italia nel 2025 si è attestato al 3,1% del Pil. Il rapporto resta sopra la soglia necessaria per l’uscita dalla procedura di infrazione europea e ha aperto un confronto nella maggioranza sulle risorse di bilancio. Secondo Agenzia ANSA, il dato non ha consentito l’uscita anticipata dalla procedura.

Il dato Istat e la procedura europea

La certificazione dell’Istat fissa al 3,1% il rapporto tra deficit e Pil dell’Italia nel 2025. Il dato riguarda il quadro dei conti pubblici sul quale si è sviluppato il confronto politico del 22 settembre.

La Repubblica riporta che Giancarlo Giorgetti ha indicato un valore del 3,07%, diverso dal 3,1% certificato dall’Istat. La differenza tra i due valori resta uno degli elementi emersi nel confronto sui numeri.

  • 3,1%: rapporto deficit/Pil del 2025 certificato dall’Istat.
  • 3,07%: valore citato da Giancarlo Giorgetti.
  • 2027: anno indicato come obiettivo dal governo per l’uscita dalla procedura.

La linea di Giorgetti su flessibilità e conti

Secondo la Repubblica, Giorgetti ha collegato il lavoro del governo con la Commissione europea alla clausola di flessibilità relativa alle spese per difesa ed energia. Il ministro ha commentato il dato dopo la certificazione dell’Istat e ha detto che la situazione del deficit è oggetto di valutazione da aprile 2026.

“Da un anno ogni giorno sto lavorando con la Commissione europea per questa clausola” — Giancarlo Giorgetti

Il ministro ha aggiunto: “Da aprile stiamo valutando questa situazione”. Nel suo intervento ha indicato anche il valore del “3,07%” per il rapporto deficit/Pil.

Le priorità per la legge di Bilancio

Secondo la Repubblica, Giorgetti ha ribadito l’intenzione dell’esecutivo di rendere strutturale l’eliminazione del bollo. Tra le priorità indicate per la prossima legge di Bilancio figura la prosecuzione della riduzione delle imposte sul reddito per il ceto medio.

I due capitoli sono stati richiamati insieme alle valutazioni sui conti pubblici e alla clausola di flessibilità per difesa ed energia, oggetto del lavoro con la Commissione europea citato dal ministro.

Lo scostamento chiesto da Salvini e il freno di Forza Italia

Secondo Agenzia ANSA, Matteo Salvini ha chiesto uno scostamento di bilancio, indicando una necessità di 8 miliardi di euro a fine anno per il proprio ministero e per il pagamento di lavori già fatti.

“Come ministero solo a me servono 8 miliardi cash a fine anno per pagare i lavori già fatti” — Matteo Salvini

Alla richiesta si è contrapposta la posizione di Forza Italia, che ha frenato sull’ipotesi dello scostamento. Il contrasto riguarda anche diverse fonti parlamentari di Fratelli d’Italia, indicate tra quelle caute sulla misura.

Secondo Agenzia ANSA, Raffaele Nevi ha dichiarato:

“Continuiamo a gestire con oculatezza i conti pubblici. Peraltro è quello che dice Giorgetti…” — Raffaele Nevi

Meloni contesta le stime, Tajani ridimensiona lo 0,1%

Secondo Agenzia ANSA, Giorgia Meloni ha criticato gli aggiornamenti delle stime del Pil compiuti dall’Istat da quando il governo è in carica. La premier ha sostenuto che futuri aggiornamenti potrebbero mostrare l’Italia già uscita dalla procedura di infrazione nel 2025.

“Da quando siamo al governo, l’Istat non ha fatto che aggiornare le stime del Pil” — Giorgia Meloni

Meloni ha aggiunto di essere convinta che “scopriremo tra qualche tempo che l’Italia è già uscita dalla procedura di infrazione nel 2025”. Antonio Tajani ha invece definito trascurabile la distanza di 0,1%.

“Quello 0,1% è un’inezia. Siamo nella direzione giusta” — Antonio Tajani

Secondo Agenzia ANSA, Giorgetti ha detto che il governo punta a ottenere l’uscita dalla procedura di infrazione nel 2027.


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