DI BATTISTA L’ITALIA SMETTA DI VENDERE ARMI ALL’EGITTO

“Non si fanno affari con un regime ostile. L’Italia smetta subito di vendere armi all’Egitto”. Alessandro Di Battista interviene duramente contro il governo Conte e i rapporti con al-Sisi, il presidente egiziano, dopo quanto emerso dall’inchiesta della Procura di Roma sull’omicidio di Giulio Regeni. “Fu omicidio di Stato”, scrive il grillino su Tpi.it, riferendosi alle indagini dei pm della Capitale che hanno rivelato particolari terribili sulla morte del ricercatore italiano avvenuta nel 2016 al Cairo. Regeni, dicono le carte di Roma, è stato torturato e ucciso dagli agenti della National Security, il servizio segreto civile egiziano.

Abdel Fattah al-Sisi è un intoccabile. A lui tutto è perdonato – scrive amareggiato Di Battista – Nelle stesse ore in cui i pm stavano finendo di scrivere l’atto di chiusura delle indagini sull’assassinio di Regeni, all’Eliseo di Parigi Macron conferiva ad al-Sisi la Grande Croce della Legione d’onore, la pià alta onoreficenza della Francia. Sarà stata una svista, una volgare caduta di stile, un’ipocrita prassi”. Una scelta, quella della Francia, contestata anche nel nostro Paese: Corrado Augias ha infatti scritto all’ambasciatore in Italia comunicando la sua decisione di restituire l’onoreficenza.

Per Di Battista il gesto di Macron sarebbe dettato dalla volontà di “controllare” per “gestire una delle rotte dei migrandi, mettendo mani su giacimenti di petrolio e gas”. Quindi, dice il grillino, “per raggiungere i suoi scopi Macron cerca alleati e uno di questi è al-Sisi. Così si spiegano le relazioni sempre più strette tra Francia e Egitto, nonostante i diritti umani violati all’ombra delle piramidi, nonostante gli arresti illegali degli oppositori al regime, nonostante Giulio Regeni, un ragazzo italiano e un cittadino europeo”.

Di Battista ribadisce che nell’atto di chiusura indagini della Procura di Roma “c’è scritto nero su bianco chhi sono stati i responsabili della morte di Regeni. Come e quando l’hanno rapito. I pm italiani hanno scritto come e quando le autorità egiziane abbiano cercato di depistare le indagini”. Insomma, dopo torture, depistaggi e menzogne, sottolinea il grillino, la verità è venuta a galla: quello di Giulio Regeni fu “omicidio di Stato commesso da un regime che si è posto in modo ostile”. E, prosegue Di Battista, “non si vendono armi ad un regime ostile. Lo dissi mesi fa e lo sostengo ancora di più adesso”.

Perchè, ribadisce “la Politica è la più alta espressione dell’essere umano e non può ridursi a mero aziendalismo. Conoscere la verità su un connazionale assassinato è un diritto e ha un costo. Un coto che è anche un investimento: la credibilità delle nostre istituzioni”.

Per Di Battista il “non vendere armi all’Egitto, un regime ostile” deve “diventare una decisione europea. Perchè Regeni era un cittadino europeo”.

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