DRAGHI ALL’ONU SULL’AFGHANISTAN

Dichiarazione del Prof Mario Draghi al termine del colloqui con il Presidente Sergio Mattarella,al Quirinale.(foto di Francesco Ammendola - Ufficio per la Stampa e la Comunicazione della Presidenza della Repubblica)

Il discorso del premier al dibattito generale della 76esima sessione dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite

Afghanistan soprattutto, ma anche Covid, clima, multilateralismo e migranti. Lungo discorso nella notte del premier Mario Draghi, intervenuto al dibattito generale della 76esima sessione dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite. Nelle parole del premier, la conferma che il G20 straordinario sulla crisi afghana si farà. E sul regime dei talebani, ha rimarcato, “stiamo assistendo allo smantellamento dei progressi degli ultimi 20 anni relativamente alla difesa delle libertà fondamentali, soprattutto per le donne”.

In Afghanistan, spiega Draghi, “l’Italia si è immediatamente attivata per favorire il più ampio coordinamento fra i principali attori globali e regionali. Come Presidenza di turno, abbiamo messo a disposizione la piattaforma del G20, per sua natura ampia ed inclusiva. Abbiamo promosso una riunione dei Ministri degli Esteri, in preparazione del vertice straordinario che si concentrerà sui temi dell’aiuto umanitario, della sicurezza e dei diritti umani”. 

“La situazione umanitaria in Afghanistan è la più immediata e condivisa preoccupazione, anche per l’approssimarsi della stagione invernale – fa notare il presidente del Consiglio – Secondo il World Food Programme, una persona su tre nel Paese è esposta a insicurezza alimentare. L’Italia ha fiducia nella capacità del sistema delle Nazioni Unite di coordinare la risposta umanitaria internazionale, mobilitando risorse e assicurando un intervento rapido e coerente”. 

“Ringrazio il Segretario Generale per aver organizzato il 13 settembre scorso la “pledging conference” di Ginevra, in cui i Paesi si sono impegnati a stanziare circa 1,2 miliardi di dollari in aiuti umanitari per l’Afghanistan – va avanti Draghi – Il Vertice straordinario del G20 dovrà dare massimo sostegno a questi obiettivi. Occorre poi assicurare un accesso pieno, sicuro, senza ostacoli e senza condizioni alle organizzazioni internazionali e agli operatori umanitari impegnati nell’assistenza”.

Nel Paese, continua, “stiamo assistendo allo smantellamento dei progressi degli ultimi 20 anni relativamente alla difesa delle libertà fondamentali, soprattutto per le donne. Tutti coloro che hanno sottoscritto la Carta delle Nazioni Unite e che si richiamano ai valori fondanti di questa Organizzazione devono impegnarsi per una risoluzione della crisi”.

“La comunità internazionale – le parole del presidente del Consiglio – deve presentarsi coesa nell’esigere che tutti i cittadini afghani possano vivere in dignità, pace e sicurezza; che sia assicurata la tutela delle categorie vulnerabili; e che le donne mantengano i diritti fondamentali, primo fra tutti quello all’istruzione”.

“L’Italia è da sempre impegnata per promuovere il rispetto dei diritti umani nel mondo, e in particolare nell’ultimo triennio con una presenza attiva nel Consiglio per i Diritti Umani. La composizione del nuovo esecutivo afghano non risponde alle aspettative della comunità internazionale di un governo inclusivo e rappresentativo delle diverse componenti etniche, sociali e religiose del Paese. I nuovi governanti devono dimostrare con le loro scelte, e non solo a parole, di credere nel rispetto delle libertà individuali”, afferma Draghi.

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