Trump ferma i raid Usa in Yemen con bombe già in caricamento

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Donald Trump ha fermato i raid Usa in Yemen contro gli Houthi quando le bombe erano già in caricamento, dopo una richiesta saudita.

Trump ferma i raid Usa in Yemen con bombe già in caricamento
Incontro tra Trump e il principe ereditario saudita
Foto: Il Fatto Quotidiano — Trump blocca gli attacchi Usa in Yemen all’ultimo momento ilfattoquotidiano.it

Donald Trump ha deciso il 20 settembre 2026 di non unirsi, per il momento, all’Arabia Saudita negli attacchi contro gli Houthi in Yemen. Secondo Il Fatto Quotidiano, lo stop è arrivato quando le forze armate statunitensi avevano già approvato i bersagli e stavano caricando le bombe.

I raid Usa Yemen contro gli obiettivi degli Houthi stavano per iniziare. Il presidente statunitense ha fermato l’operazione quando le bombe erano già in caricamento.

La decisione sui raid contro gli Houthi

La scelta di non procedere ha riguardato un’azione congiunta con l’Arabia Saudita contro il movimento yemenita che la fonte descrive come sostenuto dall’Iran. Trump aveva valutato per almeno due settimane le richieste saudite di un intervento americano, mentre gli Houthi avevano ripreso gli attacchi contro l’Arabia Saudita negli ultimi mesi.

La decisione del 20 settembre è arrivata quando la pianificazione militare era già avanzata. Gli attacchi statunitensi avrebbero riguardato obiettivi degli Houthi in Yemen, ma la scelta del presidente ha escluso, per il momento, la partecipazione americana all’azione con Riyad.

Il colloquio con Mohammed bin Salman

Il principe ereditario Mohammed bin Salman aveva chiesto a Trump di intervenire contro gli Houthi. Il colloquio fra i due si era svolto giovedì 17 settembre 2026; dopo quella telefonata Trump aveva ordinato al Pentagono di preparare raid aerei contro gli Houthi.

La pianificazione aveva quindi superato il passaggio dell’individuazione dei target: la lista degli obiettivi era stata approvata dalle forze armate e il caricamento delle bombe era già in corso. I bersagli specifici inseriti nella lista non sono stati resi noti.

Il Pentagono era stato così incaricato di predisporre i raid, mentre le forze armate avevano completato l’approvazione della lista degli obiettivi. Lo stop deciso da Trump è intervenuto prima dell’avvio degli attacchi.

Il confronto con Riyad e i contatti con il gruppo

Sul quadro più ampio, Trump ha dichiarato di essere in una fase decisionale rispetto alla guerra con l’Iran.

“deciding mode” — Donald Trump

Il presidente ha anche riferito che gli Stati Uniti erano “in contatto costante con il gruppo”.

“in contatto costante con il gruppo” — Donald Trump

In base a quanto dichiarato da Trump, fino a quel momento gli Houthi avevano accettato di non attaccare le navi americane. La dichiarazione sui contatti è arrivata insieme al riferimento alla fase decisionale sulla guerra più ampia con l’Iran.

Restano insieme il livello operativo raggiunto dalla preparazione militare e la scelta politica di non affiancare, per ora, l’Arabia Saudita negli attacchi in Yemen. L’ordine impartito dopo la telefonata del 17 settembre prevedeva raid aerei contro il gruppo yemenita.

I 28 raid sauditi denunciati dagli Houthi

La Repubblica ha inoltre riferito la denuncia di Yahya Sarea, portavoce militare degli Houthi in Yemen, relativa agli attacchi sauditi nelle 24 ore precedenti. Il portavoce ha fornito un bilancio che comprende il numero dei raid, le zone colpite e il totale dei blitz registrati dall’inizio della recente escalation.

  • 28 attacchi aerei sauditi denunciati nelle 24 ore precedenti;
  • le province occidentali di Taiz, Al Jawf e Marib indicate come aree colpite;
  • 760 blitz aerei come totale dichiarato dall’inizio della recente escalation.

Il dato diffuso da Sarea riguarda diverse aree dello Yemen e viene presentato dal portavoce Houthi come il conteggio delle operazioni saudite. Le province indicate dal portavoce sono Taiz, Al Jawf e Marib, tutte comprese nel bilancio della denuncia sui bombardamenti sauditi.

L’allerta delle missioni diplomatiche Usa

Le missioni diplomatiche statunitensi in Israele e nel Medio Oriente hanno diramato un’allerta di sicurezza generale rivolta ai cittadini americani presenti nella regione. La misura è stata adottata per l’aumento delle tensioni e per i timori di una rapida escalation.

L’allerta riguarda i cittadini statunitensi nella regione e arriva nel contesto delle tensioni richiamate dalle missioni diplomatiche americane. Sul terreno yemenita, Yahya Sarea ha denunciato il conteggio di 28 raid sauditi nelle 24 ore precedenti.


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