DRAGHI ESCLUDO UNA MIA PRESENZA IN CAMPO NEL 2023
Il presidente del Consiglio, Mario Draghi, in visita al tecnologo di Bologna e alla fabbrica di ceramiche Atlas di Fiorano, 1 giugno 2021. ANSA/FILIPPO ATTILI/US PALAZZO CHIGI +++ NO SALES, EDITORIAL USE ONLY +++
La campagna vaccinale, la lotta al virus, la barra dritta sul super green pass, gli obiettivi centrati del Pnrr, il ruolo da protagonista in Europa, il sogno sfumato del Quirinale. Sono questi i principali ‘ingredienti’ del primo anno di Mario Draghi a Palazzo Chigi (il governo è nato il 13 febbraio 2021). Un anno da premier a capo di una maggioranza così variegata che chiunque faticherebbe a tenere insieme. Chiunque ma non lui, il “nonno al servizio delle istituzioni”, forse la definizione che meglio si adatta all’ex numero uno della Bce che di sfide in 75 anni di vita ne ha affrontate tante, tantissime, senza mai tirarsi indietro. Dopo il sogno sfumato del Colle, Draghi punta dritto al 2023 e non si lascia tirare per la giacchetta. A chi lo vorrebbe in campo anche dopo il termine della legislatura nel 2023, risponde per le rime ricorrendo all’ironia: “Lo escludo. Tanti politici mi candidano a tanti posti, mostrando una sollecitudine straordinaria nei miei confronti. Li ringrazio molto, moltissimo, ma vorrei rassicurarli: se dopo questa esperienza deciderò di lavorare, un lavoro probabilmente me lo troverei da solo…”.
