VEDOVA 80ENNE IN AULA CONTRO IL CLAN CONTINI
Ha ripensato agli anni bui della sua esistenza, quelli in cui viveva con le luci spente in casa, nel timore che qualcuno all’esterno potesse fare qualcosa di male a lei e alla sua famiglia. Ha ripensato alla determinazione del marito, scomparso qualche anno fa, nel denunciare boss e estorsori, di fronte alla violenza con cui avevano aggredito il suo patrimonio, alla sofferenza del figlio, tuttora costretto a vivere in località protetta per aver testimoniato contro la camorra di Secondigliano.
Non si è tirata indietro, la signora Marianna, una donna di ottanta anni, nel presentarsi in aula, dopo aver dato mandato al suo legale, con una richiesta degna di ogni cittadino che si rispetti: quella di costituirsi parte civile contro il clan Contini, di formalizzare la propria condizione di parte offesa contro i presunti estorsori che hanno avvelenato gli ultimi anni di vita del marito e, per forza di cose, di un intero nucleo familiare. Una storia emblematica, che porta la firma di una donna che ha appena compiuto ottanta anni, vedova di un imprenditore specializzato nel campo dei rifiuti, aggredito nella parte finale della propria carriera di manager da richieste di denaro a titolo estorsivo.
