Ecco: speso il 45% dei fondi Pnrr per la transizione
Il rapporto Ecco indica il 45% dei fondi Pnrr per la transizione effettivamente spesi e 7 gigawatt di rinnovabili installati nel 2025.
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Secondo Agenzia ANSA, il Pnrr si è chiuso con il 45% dei fondi per la transizione effettivamente spesi. Nel 2025 in Italia sono stati installati circa 7 gigawatt di nuove fonti rinnovabili, a fronte dei 10 gigawatt annui necessari per raggiungere il target al 2030 del Pniec.
Il quadro emerge dal Rapporto sull’avanzamento del Piano Nazionale Integrato Energia e Clima, redatto ogni anno da Ecco, think tank italiano per il clima. I dati sulla spesa Pnrr e sulle entrate delle aste Ets provengono dalle rendicontazioni pubbliche.
Le risorse Pnrr e i proventi delle aste Ets
La quota di fondi Pnrr effettivamente utilizzata per la transizione si è fermata al 45%. Sul lato delle entrate, tra il 2012 e il 2024 le aste Ets hanno generato incassi per 18,2 miliardi di euro, ma alle misure per il clima è stato destinato il 9% dei proventi.
“le risorse pubbliche impiegate nella transizione vengono disperse a causa di un incoerente meccanismo di governance delle politiche energia e clima e per la mancanza di una chiara strategia di finanziamento” — Ecco
Efficienza energetica e riscaldamento degli edifici
Del Fondo Nazionale per l’Efficienza Energetica sono stati utilizzati 18 milioni di euro su 284 milioni disponibili.
- La quota di rinnovabili termiche nel settore edilizio è ferma da cinque anni.
- La Direttiva Case Green non è ancora stata recepita.
- Il Conto Termico ha esaurito i fondi annuali in un solo mese.
Sette gigawatt installati contro i dieci richiesti
Nel 2025 le nuove fonti rinnovabili installate in Italia hanno raggiunto circa 7 gigawatt. Il Piano Nazionale Integrato Energia e Clima, il Pniec, richiede però un ritmo di 10 gigawatt annui per raggiungere il target al 2030.
Per Ecco, lo sviluppo delle rinnovabili resta frenato da autorizzazioni con tempi ancora troppo lunghi e dalla saturazione virtuale della rete. Al problema della capacità installata si aggiunge quello dell’energia prodotta che non riesce a essere utilizzata: nel 2025 il curtailment ha comportato una perdita di circa 802 gigawattora di energia rinnovabile, più del doppio rispetto al 2024.
L’elettrificazione dei consumi resta al 23%
Il tasso di elettrificazione dei consumi finali in Italia è stabile al 23%. La penetrazione dell’elettricità varia tra i comparti:
- 49% dei consumi nei servizi;
- 40% nell’industria;
- 21% nel settore civile;
- 2% nei trasporti.
Il prezzo dell’elettricità continua a essere determinato in larga parte dal gas. Sul versante fiscale e degli oneri, nel settore domestico l’elettricità paga un importo quattro volte superiore rispetto al gas; nei comparti industriali, del commercio e dei servizi il divario arriva a circa venti volte.
Il peso di tasse e oneri sulle ricariche
Nei trasporti, tasse e oneri applicati alle diverse modalità di ricarica elettrica possono superare di oltre il doppio quelli su diesel e benzina.
Il rapporto segnala il divario tra i circa 7 gigawatt di nuove fonti rinnovabili installati in Italia nel 2025 e i 10 gigawatt annui necessari per raggiungere il target al 2030 del Pniec.

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