ECONOMIA: ASSEGNO UNICO PER I FIGLI

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Il Consiglio dei ministri ha approvato a metà giornata il decreto legislativo attuativo dell’assegno unico che entrerà a regime dal 2022. Il provvedimento ora dovrà passare al vaglio delle commissioni competenti delle Camere per il parere, prima del via libera definitivo. Si tratta, come confermato dalle bozze della vigilia, di un trasferimento mensile fino a 175 euro, che scendono a 85 per i figli maggiorenni tra i 18 e i 21 anni (a patto che i ragazzi studino, facciano tirocini con redditi minimi o anche il servizio civile universale), e poi a 50 per i redditi più alti, da erogare anche alle famiglie di stranieri, purché siano residenti in Italia da almeno due anni. L’assegno interesserà sia i lavoratori dipendenti sia gli autonomi e sarà sempre erogato dall’Inps, su domanda dei nuclei interessati. Il beneficio è riconosciuto per ogni figlio minorenne a carico e per i nuovi nati “a partire dal settimo mese di gravidanza”, si leggeva nella bozza, e non ha limiti di età per i figli disabili.  L’assegno andrà al genitore che fa la domanda o “a richiesta anche successiva, in pari misura” tra i genitori. In caso di affidamento esclusivo “l’assegno spetta, in mancanza di accordo, al genitore affidatario. Nel caso di nomina di un tutore, l’assegno è riconosciuto nell’interesse esclusivo del tutelato”. La domanda può essere presentata anche dai figli, una volta diventati maggiorenni, che possono “richiedere la corresponsione diretta della quota di assegno loro spettante”.

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