ECONOMIA: COMMERCIO

LA Russia siede su una pila di soldi, ma ha il fiato corto. Dopo quattro mesi di guerra economica, questo è il giudizio che si può cautamente abbozzare, spulciando fra indicatori eterogenei, mozziconi di notizie, deduzioni arrischiate. Il Cremlino, infatti, non pubblica più dati.  Un segnale ufficiale – un rublo in piena salute – c’è, ma, in realtà, è un depistaggio: la moneta è forte, perché la Russia non riesce a spendere in importazioni, per via delle sanzioni, quello che incassa, nonostante le stesse sanzioni, con l’export.

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