ECONOMIA: ISTAT

La corsa dell’inflazione, spinta dall’energia ma estesa ormai a tutti i beni e servizi, la caduta della fiducia delle famiglie e il peggioramento del saldo commerciale italiano nella bilancia con l’estero: ecco le ragioni che portano l’Istat a segnalare che “le prospettive di crescita per i prossimi mesi” sono “condizionate negativamente”. Nella sua nota mensile sull’economia italiana, però, l’Istituto di statistica aggiunge che “le aspettative delle imprese mostrano ancora contenuti e diffusi miglioramenti”: è il salvagente al quale si appende l’economia italiana per centrare un obiettivo di crescita intorno al 3 per cento. Un timore particolare riguarda l’espansione delle difficoltà al comparto dell’occupazione. La nota spiega infatti che “il deterioramento della fiducia delle famiglie si è associato a comportamenti di consumo più prudenti mentre il mercato del lavoro ha evidenziato i primi segnali di peggioramento”. In generale, ricorda l’Istat – lo scenario internazionale continua a essere caratterizzato dalla elevata incertezza legata al conflitto tra Russia e Ucraina, da forti pressioni inflazionistiche, trainate dalle quotazioni dei prodotti energetici e dal cambio di intonazione della politica monetaria. In Italia, a maggio, l’indice destagionalizzato della produzione industriale ha interrotto la fase di ripresa che aveva caratterizzato gli ultimi tre mesi, mantenendosi tuttavia su livelli superiori a quelli dell’anno precedente.

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