ECONOMIA: COVID: FRENA RIPARTENZA AUTO

La ripresa del mercato automotive è fragile ed esposta ai venti dei focolai Covid e della carenza di componentistica. Una rapida escalation di eventi delle ultime ore lo dimostra chiaramente. A farne le spese più di tutti è la Toyota, il gigante giapponese delle quattro ruote, che per il mese di settembre ha dovuto mettere in conto un taglio del 40% della produzione rispetto alle previsioni, a causa della mancanza di chip. La stima di 900mila pezzi prodotti è stata ridotta drasticamente a 540mila, con 27 linee di produzione degli impianti giapponesi interessate, ma anche Nord America, Cina ed Europa contribuiranno alla riduzione dei veicoli. I focolai di coronavirus presso i fornitori in Vietnam e Malesia sono all’origine dei problemi, esplosi su una situazione ormai tesa da mesi. Ma le disfunzioni delle catene di forniture, che affondano le loro radici nel Sud-est asiatico, insieme ai disagi per la variante Delta del Covid stanno generando ritardi a catena, che si si stanno propagando a ritmo rapido. L’americana Ford ha anticipato che un suo stabilimento si fermerà per una settimana non avendo di che assemblare il suo pick-up F-150, mentre la General Motorsrallenterà la produzione nordamericana in paritcolare per i modelli Cadillac XT5, GMC Acadia e Chevrolet Blazer. L’Audi allargherà il taglio delle ore di lavoro per i suoi diecimila dipendenti negli stabilimenti tedeschi.

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