ECONOMIA: INFLAZIONE E DISOCCUPAZIONE

Il ministro dell’Economia, Daniele Franco, e la Confindustria sono fiduciosi che con la nota di aggiornamento al Documento di economia e finanza che arriverà nelle prossime settimane ci sarà un miglioramento delle stime sulla crescita italiana, che porterà con sé una traiettoria migliore anche per disavanzo e debito pubblico. Numeri importanti ora che in Europa si torna a discutere di Patto di stabilità e di necessità – sentita dai Paesi “frugali” – di tornare alle regole sui bilanci dei Paesi membri.Sui mercati si scrutano i segnali di dove possa portare il vento della ripartenza. E in settimana si guarda soprattutto ai dati sul mercato del lavoro e sull’andamento dei prezzi, dove si è preso atto del miglioramento delle condizioni economiche e di conseguenza si inizia a ridurre il passo degli acquisti di titoli del Pepp, il programma straordinario di sostegno anti-pandemico. Ma è soprattutto la Fed, più avanti nel ciclo, a guardare ai dati in arrivo: martedì sarà infatti pubblicato l’aggiornamento sull’inflazione americana di agosto. Prima, lunedì, ci saranno in Italia i dati sulla disoccupazione nel secondo trimestre e il rapporto mensile dell’Opec, che offrirà indicazioni sulle previsioni in tema di domanda e offerta di greggio mentre in Norvegia si terranno le elezioni generali, anche in questo caso fortemente polarizzate sulle scelte ambientali e di sfruttamento dell’oro nero. Come ricorda l’agenda Ansa, martedì vanno in asta titoli di Stato italiani a 3, 7 e 30 anni, dalla Gran Bretagna sono attesi i dati sul mercato del lavoro a luglio ma centrale, nei ragionamenti del mercato, preoccupato per il ripiegamento delle misure di sostegno da parte della Fed, sarà l’inflazione americana, attesa in crescita del 5,3% ad agosto, dopo il +5,4% di luglio. Mercoledì gli occhi si sposteranno sulla Cina con i dati sulle vendite al dettaglio e sulla produzione industriale attesi in rallentamento dall’8,5% al 7% i primi e dal 6,4% al 5,8% i secondi. Molta attenzione verrà prestata anche alla produzione industriale Usa, vista anch’essa in frenata rispetto a luglio (da +0,9 a +0,3%), mentre quella dell’Eurozona dovrebbe ripartire (+0,5% a luglio da -0,3% a giugno). Sul fronte dell’inflazione arriveranno i dati da Italia, Francia e Gran Bretagna mentre il capo economista della Bce, Philip Lane, interverrà a un webinar Imfs. Giovedì prenderanno la scena i sussidi di disoccupazione e le vendite al dettaglio negli Usa, a cui si aggiungerà l’indice manifatturiero della Fed di Philadelfia, con i dati sulla bilancia commerciale dell’Eurozona e del Giappone a fare da corollario. Venerdì rischio di volatilità sui mercati con le “quattro streghe”, a causa della scadenza di opzioni e futures su azioni e indici azionari. Occhi sull’inflazione dell’Eurozona, che ad agosto potrebbe balzare al 3%, dal 2,2% di luglio. Negli Usa verrà pubblicato l’indice di fiducia dei consumatori dell’Università del Michigan.

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