ECONOMIA: ISTAT

Sempre secondo l’Istat, “le prospettive europee appaiono in progressivo peggioramento. A luglio, l’indice composito di fiducia economica ESI rilevato dalla Commissione europea ha toccato il minimo da febbraio 2021 e si è collocato un punto sotto la media di lungo periodo. La flessione è stata diffusa a tutti i principali settori di attività economica e paesi dell’area, con l’eccezione della Francia dove l’indicatore è diminuito solo marginalmente”.

“Nel secondo trimestre, il Pil italiano ha segnato una decisa accelerazione rispetto ai tre mesi precedenti (+1,0%) a sintesi di un contributo positivo della domanda interna (al lordo delle scorte) e di un apporto negativo di quella estera”, spiega l’Istat. A livello settoriale, gli aumenti della produzione sono stati diffusi tra l’industria e i servizi mentre si è registrata una flessione del valore aggiunto nell’agricoltura, silvicoltura e pesca. La crescita acquisita per il 2022 (che si otterrebbe in presenza di una variazione congiunturale nulla nei restanti trimestri dell’anno), è pari a 3,4%, un valore superiore alle recenti stime di crescita per l’Italia diffuse recentemente dal Fondo monetario internazionale (+3,0%). La crescita dell’attività economica tra aprile e giugno si è riflessa anche sul mercato del lavoro che a giugno ha registrato un diffuso miglioramento, con un effetto di trascinamento sull’intero secondo trimestre. L’Istat ricorda che l’aumento dell’occupazione rispetto al mese precedente (+0,4%, pari a +86mila unità), trainato dalla componente dei dipendenti permanenti (+0,8%, +116mila unità), ha portato il tasso di occupazione al valore massimo dal 1977 (60,1%) e si è accompagnato a una riduzione sia della disoccupazione (-0,2%, -4mila unità) sia degli inattivi tra i 15 e i 64 anni (-0,7%, -91mila).

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