ECONOMIA: MATERIE PRIME

La fiammata dei costi che sta travolgendo il Vecchio continente, con i beni energetici in testa ma tutte le catene del valore sono interessate, preoccupa gli artigiani.

Anzi, la Confartigianato lancia un vero e proprio allarme sul fatto che il picco di inflazione possa mettere a repentaglio la ripresa economica. Timori sempre più diffusi, in particolare dopo la rilevazione Eurstat di prezzi in crescita del 3,4% a settembre, ai massimi dal 2008. Una situazione che mette a rischio la linea soft di uscita dagli stimoli da parte della Bce e che sta generando forti pressioni in Germania, dove si organizzano manifestazioni per la crescita degli stipendi e la difesa del potere d’acquisto.

Oggi, in Italia, è l’associaziojne degli artigiani a segnalare che ad agosto i rincari delle materie prime ad agosto sono stati del 31,9% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. “Si tratta di una pesante ipoteca sulla ripresa soprattutto per i piccoli imprenditori ai quali gli aumenti di prezzo delle commodities non energetiche costano, su base annua, 46,2 miliardi”, dice la Confartigianato che ha calcolato l’impatto dei rincari su 848mila micro e piccole imprese, con 3.110.000 addetti, operanti nella manifattura e nelle costruzioni e che nel 2020 hanno acquistato materie prime per 156,1 miliardi, con un’incidenza sul fatturato pari al 42,5%.

Rispondi

LIVE OFFLINE
Loading...
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: