ECONOMIA: SEMESTRE LUSSO PER MONCLER E KERING

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 Continua con il vento in poppa la stagione dei risultati per i grandi gruppi della moda, in particolare quelli alto di gamma. Ieri era stata la volta di Lvmh (+62% sul 2019) e di Armani (+34% i ricavi nel primo semestre 2021 rispetto al 2020), ora sono arrivati i risultati di Kering e di Moncler, in entrambi i casi molto positivi. In particolare nei primi sei mesi il gruppo guidato da Remo Ruffini ha realizzato ricavi consolidati pari a 621,8 milioni di euro, in rialzo del 57% a tassi di cambio costanti (+54% a cambi correnti). Nel dettaglio i ricavi includono i risultati del marchio Moncler, pari a 565,5 milioni (+43% a tassi di cambio costanti) e soprattutto superiori dell’1% rispetto ai dati del primo semestre 2019, dunque pre-pandemia, ma anche il giro d’affari generato dal marchio Stone Island, consolidati per il solo secondo trimestre, pari a 56,2 milioni.

“Se l’acquisizione fosse avvenuta il primo gennaio 2021, i ricavi consolidati sarebbero stati pari a  709,9 milioni”, precisa una nota del gruppo. Nel secondo trimestre Moncler group ha realizzato ricavi complessivi per  256,3 milioni. Il gruppo ha chiuso il primo semestre con un risultato netto pari a 58,7 milioni, rispetto alla perdita pari di 31,6 milioni del primo semestre del 2020 e rispetto ai 70 milioni di utile netto del primo semestre 2019. A fine giugno Moncler group aveva una posizione finanziaria netta positiva di 233,9 milioni, in calo per l’effetto dell’acquisizione di Stone Island rispetto a 855,3 milioni di cassa netta al 31 dicembre 2020.

Tuttavia, nonostante i risultati positivi Moncler non si sbilancia a dare indicazioni per i prossimi mesi, dal momento che “la pandemia sta proseguendo anche nel 2021, rendendo più difficile fare previsioni di medio periodo. Nonostante la campagna vaccinale stia continuando a ritmi sostenuti – è spiegato nella nota – permane l’incertezza legata alla trasmissione di eventuali nuove varianti del virus. Tale rischio continuerà a limitare i viaggi soprattutto dei turisti così definiti ‘extra region’, molto importanti per il settore dove opera il gruppo, e potrebbe anche portare ad ulteriori misure restrittive con possibili effetti negativi sulle vendite”.  Comunque le indicazioni continuano a essere buone: “A luglio abbiamo iniziato a vendere la collezione invernale e sono fiducioso. Il wholesale ha avuto una buona partenza”, ha spiegato Roberto Eggs, chief marketing e operating officer del gruppo, durante la conference call con gli analisti.
 

Resta invece confermata la strategia futura del gruppo, come il focus su una cultura digitale diffusa nell’ambito di un approccio multicanale. “In quest’ottica anche Stone Island sta iniziando un percorso che porterà il brand ad un controllo maggiore sui mercati internazionali, soprattutto attraverso l’espansione dei canali direct-to-consumer”, spiega ancora la nota.

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