Elezioni israeliane, stallo: Eisenkot accusa Netanyahu
Le elezioni israeliane del 27 ottobre hanno lasciato uno stallo: Eisenkot accusa Netanyahu e i partiti arabo-israeliani diventano decisivi.
Protesta israeliana per un governo con gli arabi. Foto: la Repubblica — Israele, in piazza contro Netanyahu: manifestanti chiedono "un governo con gli arabi" (https://www.repubblica.it/esteri/2026/11/01/video/israele_in_piazza_contro_netanyahu_manifestanti_chiedono_un_governo_con_gli_arabi-425691113/)
Foto: la Repubblica — Israele, in piazza contro Netanyahu: manifestanti chiedono “un governo con gli arabi” repubblica.it
Le elezioni legislative israeliane del 27 ottobre 2026 hanno lasciato il Paese in uno stallo parlamentare. Secondo la Repubblica, il primo ministro Benjamin Netanyahu ha prevalso di poco sul partito d’opposizione Yashar.
I partiti arabo-israeliani sono diventati determinanti nei rapporti di forza tra Netanyahu e l’opposizione. In questo quadro, Gadi Eisenkot, leader di Yashar, ha difeso la regolarità del voto e ha sostenuto che il governo Netanyahu non ha una maggioranza.
Il voto ha diviso la Knesset
Il risultato elettorale ha lasciato Israele in uno stallo parlamentare. I partiti arabo-israeliani sono diventati determinanti per i rapporti di forza tra Netanyahu e l’opposizione.
- Netanyahu ha ottenuto una vittoria di misura su Yashar.
- Yashar è il partito d’opposizione guidato da Eisenkot.
- I partiti arabo-israeliani sono diventati decisivi nella definizione dei rapporti di forza.
L’esito della formazione del governo non è stato reso noto.
I raduni notturni contro Netanyahu
La Repubblica ha riferito di gruppi di persone radunati nella notte in alcune località israeliane per chiedere una svolta politica contro Netanyahu. I manifestanti hanno chiesto un esecutivo di coalizione arabo-ebraico.
“un governo con gli arabi” — slogan dei manifestanti
Le proteste hanno quindi posto al centro la possibilità di un governo composto da arabi ed ebrei. Non sono state rese note le quattro condizioni attribuite a Eisenkot nell’argomento della vicenda.
La posizione di Eisenkot sui risultati
Per la Repubblica, Eisenkot ha accolto la valutazione del presidente della Commissione elettorale centrale, secondo il quale le elezioni si sono svolte regolarmente. Il leader di Yashar ha definito i risultati “validi e chiari” e ha attaccato la linea di Netanyahu.
“Il tentativo spregevole e maligno di negare i risultati delle elezioni, sovvertire la volontà dei cittadini, diffamare un’intera comunità e trascinare Israele verso un nuovo turno elettorale è fallito”. — Gadi Eisenkot
Nella sua lettura, il governo Netanyahu “non ha una maggioranza e ha perso”. L’accusa riguarda il tentativo di mettere in discussione l’esito elettorale, oltre alla diffamazione di un’intera comunità e alla prospettiva di nuove elezioni.
Il confronto sulle irregolarità
La Repubblica riporta una divergenza netta fra la Commissione elettorale centrale e il Likud. Il presidente della Commissione ha dichiarato che le eventuali irregolarità erano in esame e che, anche se confermate, non avrebbero compromesso la correttezza complessiva delle elezioni né i risultati nel loro insieme.
“Le elezioni per la 26ma Knesset si sono svolte regolarmente. I risultati riflettono la volontà degli elettori. Le eventuali irregolarità sono oggetto di esame. La nostra posizione è che, anche qualora i sospetti venissero confermati, ciò non pregiudica la correttezza delle elezioni né i risultati nel loro complesso”. — presidente della Commissione elettorale centrale
Il Likud ha invece sostenuto che 4.612 voti sarebbero stati sufficienti per trasferire un seggio alla Knesset da Ràam al blocco di destra. Le due valutazioni restano contrapposte: da una parte la correttezza generale del voto, dall’altra l’ipotesi che quel margine potesse modificare il panorama politico.
L’esito della formazione del governo
L’esito della formazione del governo dopo le proteste non è riportato.

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