Elio di “Elio e le storie tese” e il dramma del figlio malato: “Non sai dove sbattere la testa”

Stefano Belisari è il vero nome del fondatore e frontman del gruppo italiano “Elio e le storie tese”. La suddetta band è stata creata da lui appunto, nel 1980, insieme al batterista Pier Luigi Zuffellato.

Anche se è l’unica voce, l’artista è un abile musicista, poiché sa suonare con maestria sia la chitarra che il flauto traverso, grazie ai suoi anni di studi presso il “Conservatorio Giuseppe Verdi” di Milano.

Il dramma di Elio

Anche se nel corso degli anni i successi ottenuti da Stefano e dai suoi compagni sono stati diversi, soprattutto se pensiamo al genere innovativo ed originalissimo che propongono, la vita del cantante è stata caratterizzata da un dramma.

Uno dei suoi due figli infatti, Dante, è affetto da autismo. Questo tema lo ha affrontato durante un’intervista rilasciata ad un giornalista de “La Repubblica”.

Innanzitutto hanno parlato dei problemi che caratterizzano questa malattia, la quale è importante diagnosticare il prima possibile, in modo tale da seguire un percorso specifico, mirato a smussare alcune difficoltà comportate dalla patologia stessa.

In seguito, Elio ha spiegato la sua situazione con queste parole: “Se tuo figlio è strano, scende dal passeggino e inizia a correre come un pazzo, e tu passi le giornate ad inseguirlo col terrore che finisca sotto una macchina, e il pediatra ti dice che probabilmente è autistico, non sai dove sbattere la testa”.

Nel corso della chiacchierata, il giornalista e l’artista hanno cercato di analizzare le possibili cause che possono portare a questa malattia, tuttavia al giorno d’oggi restano ancora delle semplici ipotesi.

Successivamente, il leader del gruppo “Elio e le storie tese” conclude, ammettendo quanto sia difficile gestire una situazione del genere per un genitore: “Il bambino urla nei negozi, non si volta quando gli parli, la gente guarda male i genitori perché pensa che è maleducato”.

Con queste parole, Stefano Belisari ha affrontato una tematica importantissima, la quale però ancora non riceve la giusta attenzione mediatica che meriterebbe, in modo tale da sensibilizzare quanta più gente possibile nei confronti di una patologia così complessa

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