Enrico Ruggeri: ‘A Tenco sarei piaciuto molto’
Il cantautore milanese torna al Club Tenco dopo 33 anni e disinnesca le polemiche sulla ‘svolta’ del premio. E sulla ripartenza della musica dal vivo: ‘Oggi tutti dicono quello che io dicevo ad aprile 2020…’
Enrico Ruggeri è tra i vincitori dell’edizione 2021 del Premio Tenco, lo storico riconoscimento dedicato ai protagonisti del panorama autoriale italiano che quest’anno ha annunciato – non senza suscitare polemiche – una svolta che allargherà gli orizzonti della manifestazione oltre alla canzone tradizionalmente intesa come “d’autore”. Il già leader dei Decibel era assente dal cast della rassegna da 33 anni, essendo il suo ultimo passaggio al Premio databile al 1988, quando l’artista – insieme a colleghi come Francesco De Gregori, Enzo Jannacci, Roberto Vecchioni, Ivano Fossati e Francesco Guccini – fu tra i protagonisti dell’edizione che ebbe nel live set di Joni Mitchell uno dei suoi momenti più alti.
Come hai saputo del premio all’edizione 2021 del Club Tenco?
Sono stato invitato, a chiamarmi è stato Stefano Senardi: mi detto che il comitato stava prendendo la decisione…
Ne sei rimasto sorpreso?
Ovviamente sì. L’ultima volta che sono andato al Club Tenco è stata nel 1988, poi non è più successo. Quindi sì, sono stato piacevolmente sorpreso.
Quando sei stato avvisato eri già al corrente della svolta del Club – poi annunciata in sede di presentazione della prossima edizione – riguardante la “canzone senza aggettivi”?
No, non ne sapevo nulla.
Hai già pensato alle canzoni che eseguirai in occasione della tua premiazione?
Sì, ma non ho ancora trovato la soluzione: spero che mi diano più tempo possibile per farlo. La mia idea è raccontare cosa è successo in questi 33 anni nei quali non sono stato chiamato.
Quindi il repertorio che prenderai in considerazione sarà solo quello incluso in questo lasso temporale?
No, certo. Ma nel periodo in cui non sono stato chiamato al Tenco ho fatto 29 album. Ho anche voglia di dire: “Eccomi qua: in questi anni ho fatto queste cose”…
Hai letto cosa ha scritto la famiglia di Tenco in merito alla “svolta” del Club?
Sono certissimo che a Tenco sarei piaciuto molto, in quanto musicista eclettico, anarchico, persona non schierata ma solidale con i deboli. Per il resto chi organizza qualcosa può invitare chi gli pare. Per 33 anni non ho beneficiato di questo meccanismo: quest’anno sì, quindi non ho intenzione di farmelo rovinare da nessuno.
