F1: VERSTAPPEN CONTRO HAMILTON

La prima domanda, però, è di chi è la colpa. Il britannico, primo a parlare ai microfoni, ha immediatamente dato la colpa a Verstappen. “Io ho lasciato spazio, lui evidentemente ha perso il controllo e mi è volato addosso. E’ stato opportunistico, sapeva che ci saremmo scontrati così. Ho anche mal di testa e collo. Io mi stavo battendo per la vittoria, stavo andando bene. L’Halo mi ha salvato, certo”. Accuse rispedite al mittente dal pilota olandese: “No, è lui che mi ha spinto all’esterno e a un certo punto non ho avuto più spazio. E’ lui che mi ha spinto verso il cordolo. Non potevo fare altro. Sono le corse, cose che capitano”. Per Toto Wolff, team principal della Mercedes, si è trattato “di un fallo tattico, come nel calcio. Ha fatto questa manovra per non farlo vincere. Al primo giro alla Roggia Hamilton ha aperto la porta perché entrambi non sarebbero passati. Mi aspetto penalità? Non lo so ma a Silverstone ci hanno puniti”. In realtà, secondo le prime ricostruzioni, ci sarebbe un concorso di colpa, in attesa della decisione dei commissari di gara. Proviamo a ricapitolare l’accaduto: tutto nasce da due pit stop sbagliati, quello della Red Bull prima e quello della Mercedes dopo. Questi due episodi inattesi hanno fatto sì che i due rivali per il titolo Mondiale si trovassero gomma a gomma. Qui cosa è accaduto? Hamilton non ha dato spazio a Verstappen che, sul cordolo ha continuato ad accelerare: risultato, la sua vettura è rimbalzata in alto, quasi volata, finendo sopra la Mercedes. Grazie alla protezione Halo, e anche a un po’ di fortuna, la gomma posteriore destra di Verstappen non si è posata sulla testa di Hamilton ma qualche centimetro più avanti, mentre la Red Bull finiva impantanata nella ghiaia del circuito.

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